L’AQUILA – “La nostra è la regione del sud che cresce più di tutte: l’ennesima conferma giunge da una fonte autorevole come lo Svimez”, afferma il governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi.

“Sono soddisfatto e orgoglioso di questo risultato, che dà atto alla validità dell’azione di risanamento e di sviluppo del territorio, intrapresa dall’Esecutivo regionale” afferma Chiodi commentando i dati contenuti nel paper “Nord e sud: insieme nella crisi, divergenti nella ripresa”, che anticipa i principali indicatori economici del Rapporto Svimez 2011 sull’economia del Mezzogiorno, in presentazione il prossimo settembre a Roma.

Lo Svimez infatti colloca l’Abruzzo al secondo posto, nel panorama nazionale, dopo il Veneto, ed a pari merito con Friuli Venezia Giulia e Marche; al top, come regione traino, nel meridione.

“Sempre nel Sud – osserva il presidente – siamo stati indicati come la regione col pil pro capite più elevato (21.574 euro), numeri che ovviamente ci inorgogliscono e premiano la tenacia e l’impegno dei nostri imprenditori, che stanno reagendo bene alla grave crisi internazionale”.

“L’Abruzzo – conclude Chiodi – sta uscendo alla grande da questo periodo di difficoltà generalizzata e questo anche grazie agli sforzi del governo regionale ed ai sostegni che siamo riusciti ad ottenere per la ripresa dell’economia: tutti elementi che ci inducono a proseguire nella strada dell’ottimismo e della positività”.

Il rapporto Svimez 2011 sull’economia del Mezzogiorno rivela infatti che “la regione con il Pil pro capite più elevato è l’Abruzzo (21.574 euro), che comunque registra un valore di circa 2.200 euro al di sotto dell’Umbria, la regione più debole del centro-nord.

Seguono il Molise (19.804), la Sardegna (19.552), la Basilicata (18.021 euro), la Sicilia (17.488), la Calabria (16.657) e la Puglia (16.932).

La regione più povera è invece la Campania, con 16.372 euro.

Sempre secondo il rapporto, l’area che nel 2010 ha trainato il Paese  è stata il Nord-Est (+2,1 per cento), seguita da Centro (+1,5 per cento) e Nord-Ovest (+1,4 per cento) mentre a livello regionale, la forbice oscilla tra il boom del Veneto (+2,8 per cento) e la flessione della Basilicata (-1,3 per cento).

A seguire, Friuli Venezia Giulia, Marche e Abruzzo segnano tutte un +2,3 per cento, Umbria un +2,2 per cento.

Crescita anche per il Lazio (+1,8 per cento), Lombardia e Trentino Alto Adige (+1,7 per cento), Emilia-Romagna (+1,5 per cento), Valle d’Aosta (+1,4 per cento) Piemonte e Sardegna (+1,3 per cento).
 
L’Abruzzo recupera in parte il calo del 2009 (-5,8 per cento) grazie alla ripresa dell’industria e alla buona performance dei servizi.

Grazie alla crescita del terziario registrano segni positivi anche Sardegna (+1,3 per cento) e Calabria (+1 per cento).

Se la Sicilia è praticamente stazionaria (+0,1 per cento), registrano segni negativi Puglia (-0,2 per cento), Molise e Campania (-0,6 per cento).

Discorso a parte per la Basilicata, che registra il calo maggiore dell’attività produttiva a livello nazionale (-1,3 per cento), soprattutto per effetto del calo delle costruzioni (-8,4 per cento) e dei servizi (-0,6 per cento).

La situazione secondo lo Svimez non è positiva anche se si guarda alla media annua 2000-2010: Campania e Puglia, che avrebbero dovuto rappresentare il motore produttivo del Mezzogiorno continentale registrano segni negativi (rispettivamente -0,2 e -0,3 per cento), come la Basilicata (-0,7 per cento).

In valori assoluti, nel 2010 la regione più ricca è stata la Lombardia, con 32.222 euro, seguita da Trentino Alto Adige (32.165 euro), Valle d’Aosta (31.993 euro), Emilia Romagna (30.798 euro) e Lazio (30.436 euro)”.