L’AQUILA – “Oggi il turno di ‘assenza dal territorio’ è iniziato col canto del gallo, alle 5:30, un’ora in cui gli operatori informativi riposano dopo una notte di onesto e prezzolato lavoro”.

Ambienti idilliaci, ma davvero violento è l’attacco ai media abruzzesi, contenuto in un post pubblicato a inizio luglio, e in altri successivi, vergati dall’economista e accademico Alberto Bagnai, vicecapogruppo alla Camera e big del Carroccio, rieletto in Parlamento alle politiche del 2022.

Media abruzzesi che hanno semplicemente osato scrivere delle “assenze” e dello “scarso peso politico” dell’onorevole nel suo collegio elettorale di Chieti, dopo essere risultato l’unico leghista eletto in Parlamento dall’Abruzzo, visto il crollo al 6,8% del partito, e a scapito anche dell’allora segretario regionale e deputato uscente, l’aquilano Luigi D’Eramo, poi nominato sottosegretario all’Agricoltura. Riconferma blindata, per Bagnai, perché la sua elezione era sicura al di là del risultato del partito e della coalizione.

Una presa di posizione sprezzante, quella di Bagnai, contro gli “operatori informativi” che “riposano dopo una notte di onesto e prezzolato lavoro”, mentre invece il deputato, lui sì, si ammazza di fatica in terra d’Abruzzo.

Un altro caso, di una certa gravità, in seno a una Lega in calo verticale di consensi e già dilaniata da spaccature e tensioni, che coinvolge ancora una volta l’uomo più importante insieme a D’Eramo e al coordinatore regionale, il capogruppo in consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio, Vincenzo D’Incecco. Ancora una volta con epicentro la provincia di Chieti, una delle più infuocate, dove sotto accusa per i ripetuti insuccessi è il coordinatore provinciale Maurizio Bucci, oltre allo stesso D’Incecco che ne ha sposato la linea.

È stata proprio questa testata, in più di un articolo, a riferire dello scontento degli iscritti della provincia di Chieti del partito, ed anche di più di un dirigente che si è confidato con Abruzzoweb, per “l’assenza” del deputato, nel senso di non incidere, in qualità di unico, stimato, autorevolissimo parlamentare espressione del territorio, dando un concreto contributo a rimettere in carreggiata il partito. Come un “paracadutato” qualsiasi che, incassata l’elezione in terra ignota e straniera, sparisce come le cicale ai primi freddi.

Al netto del fatto che nessuno comunque si aspettava dall’onorevole Bagnai di essere fautore di un nuovo miracolo economico e industriale, di assunzioni di massa e di grandi opere pubbliche, sulle orme del qui in provincia di Chieti leggendario e ancora venerato Remo Gaspari da Gissi, più volte ministro democristiano. Altri tempi, va detto, altre capacità di spesa pubblica a debito.

Che ormai per Bagnai sia una sorta di fissazione quella dei “giornalisti prezzolati”, lo conferma anche uno scambio di battute in calce allo stesso post: “c’è un errore nel post, gli operatori informativi riposano dopo una notte di onesto e prezzolato lavoro… andava scritto: gli operatori informativi riposano dopo una notte di disonesto lavoro”, ha sibilato un follower. E concede, bontà sua, Bagnai, nella risposta: “se fanno quello per cui vengono pagati in teoria è onesto”.

Ad ogni buon conto, per documentare in modo inoppugnabile che invece la sua presenza sul territorio è assidua, con buona pace degli “operatori informativi prezzolati”, dopo la passeggiata tra “i fiori umili e i superbi della montagna”, il 13 luglio il deputato ha informato i suoi followers ed elettori della sua escursione in cima al monte Acquaviva, la seconda vetta più elevata della Maiella dopo il monte Amaro.

Pazienza che a valle, a fare da detonatore dei conflitti in provincia di Chieti, siano i ripetuti flop elettorali, oggetto di crescenti attacchi al segretario provinciale Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale e presidente dell’Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale (Ater) di Lanciano, come pure al regionale Vincenzo D’Incecco, soprattutto dopo la debacle alle Comunali di Ortona, dove, per molti incomprensibilmente, la Lega ha appoggiato il candidato perdente, Nicola Fratino, prendendo come lista solo il 3,12% e senza nessun eletto, con vincente nel ballottaggio, tutto interno al centrodestra, Angelo Di Nardo, sostenuto invece da FdI e FI.

Ma torniamo ai post dell’onorevole: “Oggi turno di ‘assenza dal territorio’, particolarmente impegnativo: sono andato a cercare elettori in cima al monte Acquaviva, quella gobba liscia che vedete in foto dietro la minacciosa parete nord delle Murelle. Ne ho trovato solo uno sul Monte Focalone, che stava brucando l’erba, e mi ha detto che voterà Lega perché siccome vuole stare in pace sostiene i partiti assenti dal territorio! Panorami splendidi verso Nord (il Gran Sasso con Castel del Monte e Rocca Calascio), a Sud un po’ di foschia e il fumo di un incendio (sul versante molisano della Val di Sangro), in alto piante rare del nostro Abruzzo (e anche loro vorrebbero essere lasciate in pace, un po’ come tutti noi: meno immigrati, meno Agenzia delle Entrate, meno Europa…)”.

L’“elettore” citato, per completezza di informazione, era un camoscio, a cui il deputato ha dedicato un video lirico e commosso.

Bagnai il 17 luglio è stato comunque a Villalago, in provincia dell’Aquila, oltre i confini del suo collegio elettorale, per presentare il libro del senatore leghista Claudio Borghi.

“Una serata bella e utile per chi ha partecipato. Mi pare che ci fossero anche le telecamere del TgR, non ho idea se poi abbiano trasmesso il servizio. Un altro massacrante turno di assenza dal territorio”, commenta altresì, “mi impediscono di tenere traccia qui sui social, come fanno i bravi parlamentari presenti sul territorio, che però nel territorio nessuno incontra. Cerco di recuperare”.

Il 19 luglio Bagnai è andato dunque a Scanno, per “una colazione di livello superlativo”, con tanto di foto delle succulente paste e dolci. Poi il deputato informa di essere andato “a fare due chiacchiere in Comune con il sindaco, con cui ci siamo confrontati sulle difficoltà dell’azione amministrativa e del rapporto di rappresentanza”. Dunque “ho svalicato Passo Godi e mi sono ritirato a Barrea per fare sei ore di lavoro d’ufficio (serve anche quello)”.

E infatti il 20 luglio, l’infaticabile onorevole ha fatto visita al Lago Vivo di Barrea.

“Questa mattina sveglia alle 5:40 secondo natura, poi rapida visita al Lago Vivo, dove oltre a me erano assenti anche tutti gli altri. Alle 9 sono sceso, alle 10 ero alla macchina e vedevo giovani e meno giovani avviarsi per la salita sotto un caldo cocente. Non c’è che dire: il mondo è di chi si sveglia presto, e ad andare controcorrente non si sbaglia mai. Dopo l’Acquaviva, con la rognosa salita al Focalone, e la Terratta, con i suoi 1.200 metri di dislivello, la salita al Lago Vivo è stata di tutto riposo, ma non ho proseguito per raggiungere lo spartiacque perché ho parecchio lavoro da fare a Roma…”.

Dopo gli impegni politici ad Alghero, per il dibattito “Meno Europa!”, il deputato è tornato nel suo amato Abruzzo, e il 1° agosto commenta un altro “turno di assenza dal territorio particolarmente impegnativo”: ovvero “al confine fra Villa Santa Maria e Pennadomo, di fronte a Colle di Mezzo e sopra al Lago di Bomba, incontro un gruppo di amici sindaci delle valli del Sangro e dell’Aventino per condividere le loro esperienze in un momento conviviale. Domani… sorpresa!”, con foto di una bella tavolata al ristorante.

La sorpresa? Quella del 2 agosto, per un “turno di assenza dal territorio massacrante”. Il deputato è partito per una scalata di 30 chilometri e con 1.600 metri di dislivello sul monte Amaro.

“E no, non eravamo soli, ma nessuno, nessunissimo, poggiava lo sguardo sulle bellezze mozzafiato del Monte Amaro: vanno tutti di corsa anche in montagna o almeno… ci provano! Per non annoiarvi, vi faccio vedere solo la stella alpina, ma c’era anche tanto altro. Una giornata di riflessione prima di rientrare in pista per l’ultima settimana di lavori parlamentari”.

Andando ancora più a ritroso, tornando a inizio luglio, prima di una riunione di lancio dei Dipartimenti tematici regionali della Lega Abruzzo, con la partecipazione del coordinatore nazionale Armando Siri, foto idilliache postate il 4 luglio con gli amici in cima al monte Bicchero, e altre frecciate velenose ai “sagaci operatori informativi di provincia”.

“…e anche oggi il nostro turno di ‘assenza dal territorio’ lo abbiamo fatto! Con amici sul Bicchero, alle spalle del Velino, in quella valle Majelama che quattro anni fa fu teatro di una tremenda tragedia durante la stagione invernale, e che oggi abbiamo percorso parlando delle tante bellezze dell’Abruzzo (ma anche di qualcosa che si potrebbe migliorare), sotto un cielo quasi completamente privo di nuvole. Poi a Pizzoferrato per godermi l’aria fresca prima degli impegni di domattina a Pescara (presentazione dei Dipartimenti tematici della Lega Abruzzo all’hotel Plaza, ore 11:00). Assente da ben tre province (L’Aquila, Chieti e Pescara) in un solo weekend! Un record che sicuramente attirerà l’attenzione dei sagaci operatori informativi di provincia… che se invece volessero saprebbero che questa è la normalità del modo in cui i deputati della Lega interpretano il loro ruolo politico!”.

Qualche giorno prima, il deputato aveva informato della sua presenza al sacrario del monte Zurrone di Roccaraso, anche qui con il calamaio intinto nel curaro: “Poi domenica mattina, dopo aver passato la serata precedente coi militanti di Roccaraso, sono salito come ogni anno al sacrario del Monte Zurrone. Un meritato cenno di omaggio ai caduti che col loro sangue e col loro sacrificio hanno scritto la nostra Costituzione, quella che assicura agli operatori informativi il diritto di dire che… non sono presente nel territorio (un territorio di cui sono indegni e che non conoscono, ma questo è un dettaglio…)!”. (f.t.)