L’AQUILA – “Più cure in loco per i malati di Ebola e meno trasferimenti in patria”.

Lo afferma ad AbruzzoWeb Sergio Tiberti, docente di Igiene del dipartimento di Medicina dell’Università dell’Aquila e componente del Comitato scientifico del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm), che apre dunque il dibattito sull’opportunità di eseguire le cure direttamente nei luoghi del contagio dopo il ricovero del medico di Emergency all’ospedale ‘Spallanzani’ di Roma.

Le condizioni dell’infettivologo siciliano, intanto, “sono lievemente peggiorate”, come si legge nel bollettino medico diramato ieri dopo la seconda infusione di plasma di convalescente arrivato dalla Germania.

“Come ho già avuto modo di dire, mi trovo d’accordo con quanto dichiarato dagli esperti dall’ospedale ‘Sacco’ di Milano – spiega il professore – sarebbe più corretto curare i pazienti di Ebola sul posto utilizzando i micro-ospedali semoventi che hanno gli Stati Uniti d’America e che sono attrezzati per terapie di questo genere”.

Una soluzione, questa, che ridurrebbe al minimo i rischi di contagio: “È meglio non ‘importare’ questi malati, anche se abbiamo visto che hanno usato tutte le precauzioni del caso”, secondo Tiberti, che conclude: “Mi auguro che il collega colpito possa uscirne fuori al più presto e tornare in salute”. (e.m.)