L’AQUILA – Il tecnopolo dell’Aquila ha spiccato il volo, in senso non del tutto metaforico, grazie alla Eadrone, società aquilana di droni che si sta facendo conoscere in tutta Italia e in Europa grazie alla sua produzione in serie e all’applicazione di innovazioni importanti.
Massimo Biancone, titolare della società Eadrone e presidente provinciale dei giovani imprenditori del Cna dell’Aquila, ha raccontato ad AbruzzoWeb la sua avventura di successo.
“Stiamo partecipando a conferenze, incontri in tutta Italia. A fine maggio siamo stati all’Expo di Milano e la nostra presentazione è andata benissimo, ci hanno contattato molte testate giornalistiche nazionali per raccontare la nostra storia. Sono di origini pescaresi – ha spiegato Biancone – ma vivo all’Aquila in maniera stabile dal 2011. Nella mia carriera ho lavorato in Fiat e sono stato tra quelli che nel 2001 hanno lavorato alla progettazione della carrozzeria della 500. Il mio lavoro e la mia indole mi hanno sempre portato a guardare con curiosità le novità e le possibili innovazioni che si affacciano sul mercato. Così due anni fa con il mio collaboratore Gaetanocosimo Massari, ingegnere aerospaziale, abbiamo pensato di iniziare a sperimentare e progettare nel campo dei droni”.
La Eadrone ha una sede a Brindisi e qualche giorno ha aperto ufficialmente la propria sede presso il tecnopolo del capoluogo abruzzese.
“Nelle due città portiamo avanti diversi progetti. Io, però, all’Aquila rappresento i giovani artigiani e volevo aprire qualcosa in città. Per questa nuova esperienza che sta iniziando devo veramente ringraziare Roberto Romanelli, direttore del tecnopolo. Ho trovato un ambiente capace di accogliere start up intraprendenti, un ambiente aperto alle innovazioni e in grado di aiutare un’impresa giovane come la nostra. A oggi posso dire a tutti i giovani che hanno voglia di fare, che il tecnopolo dell’Aquila non è inavvicinabile, anzi!”.
Il ‘Miodrone’, il prodotto made in L’Aquila, sta conquistando una fetta di mercato sempre più grande.
“La nostra caratteristica principale – ha spiegato Biancone – è che siamo gli unici in Europa a produrre in serie un Aeromobile a pilotaggio remoto (Apr) sotto i due chili riconosciuto dall’Enac. Le altre aziende in Europa assemblano solo i pezzi che comprano dall’estero, noi invece progettiamo, sviluppiamo il prodotto e poi lo produciamo. Usiamo software avanzati, per capirci quelli che si usano anche per la progettazione degli Airbus e abbiamo portato avanti uno studio molto avanzato sui materiali. Il Miodrone, infatti, ha una struttura completamente in carbonio che ci ha permesso di creare un prodotto molto più evoluto rispetto agli altri droni che si trovano sul mercato”.
La Eadrone a oggi ha tre versioni in produzione: il Miodrone, il Plus e il Top con il prezzo che oscilla tra i 990 e i 2.190 euro. L’azienda, inoltre, fa servizi di manutenzione e assistenza.
Questa start up aquilana è riuscita in un’impresa molto difficile: unire il mondo dell’artigianato all’innovazione e l’ha fatto in un mercato che ha prospettive di continua espansione.
“Si stima che il settore dei droni nei prossimi 5 anni avrà un volume di affari pari a circa 28 miliardi di dollari. Vogliamo occupare un posto importante in questo mercato – ha continuato – e proprio per questo vogliamo allargare le nostre collaborazioni. Stiamo lavorando con Marco Tobia, docente presso l’università dell’Aquila, il nostro obiettivo è quello di coinvolgere il mondo accademico e far fare esperienza ai ragazzi che studiano qui”.
Il riconoscimento dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) è fondamentale per poter usare i droni in campo lavorativo. E il Miodrone è l’unico al di sotto dei due chili a essere stato riconosciuto.
“La nostra azienda si occupa del settore a tuttotondo. Oltre al prodotto vero e proprio facciamo anche formazione, teorica e pratica, ai piloti. Per la parte pratica ci avvaliamo di un addestratore riconosciuto, in modo da poter dare un servizio riconosciuto al 100% a livello nazionale”.
Oggi l’Eadrone ha cinque dipendenti diretti, ma contando le consulenze e i partenariati sono circa 100 le persone che lavorano intorno a questo progetto.
“Entro quest’anno apriranno in nord Italia sei punti vendita dedicati a prodotti riconosciuti dall’Enac. Il primo aprirà settimana prossima nel centro di Bergamo. La nostra base aquilana, però, per noi è fondamentale. Io sono uno di quelli che crede che ci sia bisogno di ricostruire anche il tessuto economico e sociale. Per questo siamo aperti al territorio e all’università, vogliamo dare ai giovani la possibilità di sperimentare, di capire da vicino quanto è importante l’innovazione in questi tempi di crisi e di globalizzazione”.
Sicuramente, a oggi, nessuna città italiana ha una filiera produttiva come quella creata da Biancone sul territorio aquilano.
“L’unica speranza che l’Italia ha per il futuro è quella di scommettere sull’innovazione. Io voglio sottolineare che qui a L’Aquila innoviamo e piano piano ci stiamo facendo conoscere in tutto il mondo. Vengono a trovarci persone dall’America, dalla Cina, dalla Russia e noi siamo ben felici di far conoscere la nostra azienda e il nostro progetto”.



