PESCINA – Era stata fissata per novembre l’udienza preliminare per violenza sessuale nei confronti di Veli Selmanaj, l’uomo che ieri sera ha ucciso a colpi di pistola la moglie Fatime e la figlia Sene Ada all’uscita di un supermercato a Pescina (L’Aquila).
L’uomo era stato allontanato dalla moglie perché accusato di molestie e violenza nei confronti delle figlie. Secondo quanto sostiene il suo legale, l’avvocato Davide Baldassarre, un raptus sarebbe all’origine del duplice omicidio.
A denunciarlo era stata proprio la moglie. Nessun arresto per l’uomo ma solo l’impedimento di avvicinarsi alle ragazze e alla loro casa.
La conferma arriva dall’avvocato Leonardo Casciere, difensore dei sei figli di Selmanaj. “La povera Senade (la 21enne uccisa), insieme con sua sorella si rivolse a me per denunciare le violenze sessuali che subiva dal padre sin da quando erano piccoline”.
Una situazione insostenibile che poi aveva spinto la moglie dell’uomo a lasciare il marito. Il fatto fu denunciato alla Procura della Repubblica di Avezzano e si giunse all’incidente probatorio nel quale sarebbe stata riconosciuta la colpevolezza del kosovaro.
L’uomo era tornato nella Marsica da qualche mese dopo un periodo di lavoro in Germania. Il duplice femminicidio si è consumato all’esterno del superdiscount Todis, in località Terramozza. Il killer ha atteso che moglie e figlia uscissero dal market dove avevano fatto spesa per poi sparare contro di loro.
Da una prima ricognizione sui corpi effettuata dal medico legale Paolo Agnifili, i colpi di pistola hanno attinto le vittime al torace: tre hanno colpito la ragazza e uno la madre.
L’uomo, fuggito a bordo della sua Fiat Uno, è stata rintracciato e bloccato circa mezz’ora dopo dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Avezzano dinanzi ad un bar di Venere di Pescina.
La presunta arma del delitto, un revolver di fabbricazione tedesca calibro 12 illegalmente detenuta, è stata poi rinvenuta e sequestrata all’interno della vettura del kosovaro.
Le indagini sono state coordinate direttamente dal comandante provinciale dei carabinieri dell’Aquila, il colonnello Savino Guarino, sotto la direzione dei sostituti procuratori della Repubblica Maurizio Maria Cerrato e Guido Cocco.
Le due donne, con regolare permesso di soggiorno in Italia, lavoravano alla Coltor, un’azienda del Fucino per il lavaggio degli ortaggi. Per ora le salme si trovano nell’obitorio dell’ospedale di Avezzano in attesa che i magistrati affidino l’incarico peritale.
L’uomo è rinchiuso nel carcere della stessa città. Il sindaco di Pescina, Maurizio Di Nicola, assieme ad alcuni assessori e consiglieri, ha manifestato il cordoglio dell’ammministrazione comunale per questa tragedia.
IL RACCONTO DEL PROPRIETARIO DEL SUPERMERCATO: “SIAMO SOTTO SHOCK”
“Appena abbiamo sentito gli spari provenire dall’entrata del supermercato siamo scappati tutti verso l’interno. Poi siamo usciti fuori e abbiamo visto le due donne riverse a terra, abbiamo avuto tanta paura”.
Fabrizio Tabacco, il proprietario del supermercato Todis di Pescina (L’Aquila), è ancora spaventato dopo il duplice omicidio che si è consumato ieri sera proprio davanti alla sua attività, dove hanno perso la vita due donne, Fatime Selmanaj e Sene Ada, madre e figlia albanesi di origine kosovara, rispettivamente di 45 e 21 anni. Entrambe uccise a colpi di pistola dall’ex marito e padre delle vittime, Veli Selmanaj, di 46 anni.
“È successo tutto molto all’improvviso e velocemente – continua – in quel momento c’erano due dipendenti e qualche cliente all’interno del supermercato, siamo usciti qualche attimo dopo la fine degli spari e abbiamo visto le due donne a terra, ma non ci siamo avvicinati. L’uomo era già fuggito”.
Il killer, che era stato allontanato dalla moglie perché accusato di molestie e violenza sessuale nei confronti delle figlie, è stato fermato mezz’ora dopo l’accaduto alla fine di una caccia all’uomo che si è conclusa nella frazione di Venere.
Le due donne avevano fatto la spesa nel supermercato e avevano appena finito di caricare le buste in macchina, quando sono state uccise dall’uomo, che era già stato denunciato ma aveva ricevuto solo l’impedimento di avvicinarsi alle ragazze e alla loro casa.
“Dalle nostre parti, fortunatamente, non succedono mai fatti così tragici – conclude Tabacco – è una situazione insolita, siamo tutto ancora sotto shock”. Sara Ciambotti





