L’AQUILA – Sequestri per 1 milione di euro, tra cui due appartamenti e rispettive pertinenze a Montesilvano (Pescara) e Pescara, diversi terreni edificabili e agricoli nei pressi di Pescara e Campo di Giove (L’Aquila), una decina tra auto di grossa cilindrata (quattro Mercedes), un camper, due maxi-scooter.

Questo il risultato delle indagini dei finanzieri del Gico (Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata) dell’Aquila, supportati dai colleghi dello Scico (Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata) di Roma, che hanno portato all’individuazione e all’aggressione dei patrimoni criminali dell’organizzazione internazionale dedita al traffico di stupefacenti radicata in Abruzzo, e neutralizzata dalle Fiamme Gialle nell’aprile scorso con l’operazione “Adriatico”.

In quell’occasione furono eseguite 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere, in contemporanea tra l’Abruzzo e l’Olanda, nei confronti dei componenti di un’agguerrita organizzazione con ramificazioni anche in Germania, responsabili di un considerevole traffico di sostanze stupefacenti.

Furono sequestrati 115 chilogrammi di hashish e 107 di marijuana e individuati i canali di approvvigionamento, gli itinerari e i metodi d’importazione.

Un’organizzazione che spacciava in maniera molto creativa, nascondendo la droga dentro confezioni di cibo per gatti oppure utilizzando come corrieri persone disabili e anziani.

Dopo gli arresti, le indagini sono proseguite puntando a individuare il patrimonio illecitamente accumulato dai componenti dell’organizzazione, utilizzando anche il supporto del software “Molecola”, in uso ai finanzieri dello Scico.

Al termine delle investigazioni, la procura della Repubblica del capoluogo ha richiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Marco Billi il sequestro preventivo di tutti i beni che non trovavano giustificazione nella disponibilità di redditi e risorse finanziarie lecite dei destinatari dei provvedimenti.

I beni sono stati sequestrati a U. M., 29 anni, di Pescara, tratto in arresto ad aprile e successivamente scarcerato; Pierpaolo Di Giovanni, 35, di Città Sant’Angelo (Pescara), attualmente agli arresti domiciliari; Fulvio Franzese, 27, di Montesilvano (Pescata), indagato a piede libero e Fabio Colonna, 33, di Tivoli (Roma), che si era sottratto a suo tempo alla cattura, rendendosi latitante.