L’AQUILA – “L’importante operazione della Squadra Mobile, realizzata grazie alla sinergia tra l’Autorità Giudiziaria e la Polizia di Stato, ha fatto luce su una preoccupante situazione legata al consumo e alla vendita di pericolose sostanze stupefacenti”.
Così il questore dell’Aquila, Gennaro Capoluongo, sulla operazione della Squadra Mobile che ha portato ad indagare 16 persone, di cui 9 in carcere a 4 ai domiciliari.
“Il nostro massimo impegno sarà sempre finalizzato a garantire la sicurezza dei cittadini anche per evitare tragiche situazioni come quelle verificatesi nel recente passato. Non è possibile che delle vite umane vadano perse per la cupidigia di alcuni malfattori – ha spiegato ancora il questore.
“Non è stata sgominata una banda ma si è evitato che spacciatori gambiani e senegalesi mettessero le radici all’Aquila – ha commentato il capo della Squadra Mobile, Marco Mastrangelo, -. E poi è stato bloccato l’arrivo di un ingente quantitativo di eroina in città dove arrivava su iniziativa di singoli spacciatori che contestualmente erano anche consumatori. Questi indagati acquistavano la droga, dai 10 ai 15 grammi, a Roma e la rivendevano all’Aquila. La indagine è stata complessa proprio perché si tratta di singole situazioni di spaccio”, ha concluso il dirigente di polizia il quale chiarisce che le indagini hanno preso avvio dal caso di una morte per overdose ma che gli indagati non hanno responsabilità sul fatto in questione.
I provvedimenti sono stati disposti dal GIP del Tribunale di L’Aquila, dr.ssa Guendalina Bucella, su richiesta del Sostituto Procuratore, dr.ssa Roberta D’Avolio, che ha coordinato le indagini svolte dagli investigatori aquilani.






