CAGNANO AMITERNO – Scatta l’inchiesta per accertare la dinamica dell’incidente stradale nel quale ieri è morto il giovane esperto informatico Stefano Mancini il quale è  caduto in una scarpata mentre era in sella alla sua moto da cross. Di certo il corpo senza vita è rimasto lì, dopo lo schianto nelle notte, per diverse ore. Infatti il punto dove è avvenuto lo schianto, a Termine di Cagnano Amiterno (L’Aquila), al bivio di San Nunzio, si trova in una zona  isolata e disabitata che si popola solo in agosto quando la gente torna  nel paese natio lasciato tanti anni fa. E, infatti,  la salma del 35enne  è stata  notata da un passante, per  caso,  molto tempo dopo il fatto. Prevista  l’autopsia o la ricognizione cadaverica  per capire se l’incidente sia stato causato da un errore di guida o dall’impatto della moto (sequestrata)  con un animale  vagante. Ma anche per verificare se il decesso sia  stato immediato come si ipotizza.

Ancora da fissare i funerali che si faranno a Roma dove si recheranno molti residenti di Cagnano. La famiglia di Stefano Mancini, molto stimata, è originaria del posto ma  residente a Roma da moltissimi anni. Stefano, un apprezzato informatico, lavorava a Roma; il fratello Don Paolo è un autorevole sacerdote, il padre Pierino un dirigente e la madre una funzionaria, entrambi impiegati ministeriali.

In   riferimento alla tragedia il cardinale Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino e Vescovo di Montepulciano- Chiusi-Pienza, e le Comunità diocesane si uniscono al dolore di Don Paolo Mancini e della sua famiglia per la tragica scomparsa del fratello.

Don Paolo Mancini da anni collabora con  l’alto prelato ed è conosciuto e  apprezzato anche nelle due diocesi affidate al Cardinale. Alle esequie del fratello sarà presente una delegazione dell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino e della diocesi di Montepulciano- Chiusi-Pienza. Il cardinale invita tutti ad unirsi idealmente con la preghiera a don Paolo Mancini.