L’AQUILA – Ha risposto a tutte le domande del giudice, Angelo Bellafronte Taraborelli, ex consulente esterno di vari Comuni del Pescarese, agli arresti domiciliari da stamane e sotto torchio per oltre un’ora nell’interrogatorio condotto dal gip Marco Billi, nell’ambito dell’inchiesta della procura distrettuale antimafia dell’Aquila sul dragaggio del porto di Pescara, in particolare ai lavori affidati in appalto nel 2011 alla ditta Gregolin di Venezia.

Taraborelli deve rispondere alle accuse di turbativa d’asta e gravi violazioni alle normative disciplinanti gli appalti pubblici.

“Non si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha chiarito la sua posizione”, ha spiegato al termine il suo legale Cristina Sassi, sostituta dell’avvocato Augusto La Morgia.

Non ha risposto a Billi invece il rappresentante legale della ditta “Nicolai Srl” Luca Nicolai, nome nuovo tra gli indagati dell’inchiesta che in totale conta una trentina di avvisi di garanzia, notificati a imprenditori e funzionari pubblici, tra cui anche l’ex commissario Guerino Testa, presidente della provincia di Pescara che dovranno rispondere a vario titolo di turbativa d’asta, corruzione, falso e truffa, che sarà interrogato domani.

“Nicolai si è avvalso della facoltà di non rispondere – ha detto il suo legale Sabatino Ciprietti – non per altro, perché il volumetto è ampio e bisogna leggerlo. Sono fatti tecnici che riteniamo allo stato superabili, però bisogna leggerli. È inutile approfondire immediatamente la questione. Tra qualche giorno presenteremo istanza”. Marianna Galeota