PESCARA – Più soldi rispetto ai 4 milioni già stanziati e una cabina di regia tra istituzioni per risolvere una volta per tutte la questione del fondale del porto turistico di Pescara.

La richiesta è stata inoltrata oggi al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, attraverso una lettera del governatore, Gianni Chiodi, e degli assessori regionali Giandonato Morra (Trasporti) e Gianfranco Giuliante (Protezione civile).

Quella di oggi è stata una giornata molto calda sul tema-dragaggio, con la minoranza che ha occupato gli scranni del Consiglio comunale, facendo sospendere la seduta, mentre lo stesso presidente della Regione ha attaccato il primo cittadino adriatico, Luigi Albore Mascia, ammonendo che “non può scaricare le responsabilità”.

Strali anche da altri esponenti del Partito democratico.

LA LETTERA A MATTEOLI

 

Sui quattrini il trio Chiodi, Morra, Giuliante lamenta con Matteoli che “i fondi già stanziati, circa 4 milioni di euro, 1,9 già assegnati dal suo ministero al provveditorato per le Opere pubbliche Lazio, Abruzzo e Sardegna, e 2 milioni di cui ai fondi Fas anno 2007/2013 già finalizzati con legge regionale, servono esclusivamente a ultimare una parte delle operazioni di dragaggio”.

Insomma, non bastano per “gli interventi strutturali ritenuti fondamentali per il definitivo superamento delle problematiche”.

Quanto alla cabina di regia, secondo la lettera, oltre allo stesso Matteoli dovrebbero prendervi parte dipartimento di Protezione civile, la Regione Abruzzo, e in particolare i due assessorati che scrivono, e il commissario delegato per l’emergenza del fiume Aterno, Adriano Goio.

Nella lettera si ricorda anhe il provveditorato per le Opere pubbliche “sta eseguendo in questi giorni un intervento di dragaggio finanziato in parte con fondi regionali e in parte con fondi statali”, che, però, “va solo a tamponare momentaneamente una situazione molto grave senza risolverla”.

E Chiodi, Morra e Giuliante sono anche molto chiari con Matteoli: “La competenza grava sul suo ministero”. (alb.or.)

LA MINORANZA OCCUPA IL COMUNE, CHIODI CONTRO ALBORE MASCIA

 

Clamorosa protesta in Consiglio comunale a Pescara.

I consiglieri comunali di centrosinistra, che siedono all’opposizione, hanno occupato la sala consiliare, e in particolare lo scranno della presidenza del Consiglio, prima che cominciassero i lavori per l’esame del piano triennale delle opere pubbliche.

Sono stati anche esposti dei cartelli in segno di contestazione contro la politica per la stasi che si registra per il dragaggio del porto canale.

“Chiediamo risposte – dice Enzo Del Vecchio (Pd) – alla morte del porto di Pescara, che rappresenta un fallimento della politica non tollerabile. Non può essere consentito che, mentre gli operatori muoiono, qualche rappresentante della politica dica, oggi, di volersi incatenare”.

Il riferimento è al sindaco Luigi Albore Mascia, che ha annunciato di volersi unire alla marineria, disperata per l’insabbiamento del porto.

“Ci dicessero cosa hanno fatto in due anni e cosa hanno concordato – aggiunge Del Vecchio. Sono state buttate a mare ingenti risorse economiche senza che si sia prodotto un grammo di beneficio per gli operartori. Se non si hanno idee e progetti ce lo dicano”.

I consiglieri di opposizione hanno chiesto un incontro al presidente della Regione, Gianni Chiodi, per discutere del dragaggio.

I lavori del Consiglio sono stati sospesi.

CHIODI CONTRO ALBORE MASCIA: ”NON SCARICHI LE RESPONSABILITA”’

L’AQUILA – “Comprendo il desiderio del sindaco di Pescara di trovare una soluzione adeguata per il porto del capoluogo adriatico. Ma la foga non giustifica l’attacco alla Regione Abruzzo e al suo presidente che stanno facendo di tutto”.

Replica così il governatore, Gianni Chiodi, a quello che definisce “l’ennesimo tentativo del primo cittadino di Pescara di scaricare le responsabilità dello stallo per il dragaggio del porto canale sull’Ente Regione”.

Chiodi ricorda di aver stanziato “risorse importanti (3,5 milioni di euro), sebbene non risolutive”, e di aver sollecitato “un incontro con i ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia, nonché col Dipartimento della Protezione civile, per discutere dei problemi del porto”.

“La Regione – fa poi notare – ha destinato alle operazioni di dragaggio una somma notevole, pur non avendone l’obbligo, proprio perché crede nel valore strategico di questa infrastruttura, anche a livello nazionale”.

“Non è però agitando le acque e polemizzando con tutti che si ottengono risposte – continua ancora Chiodi – C’è bisogno di portare avanti un discorso corale e avendo come interlocutori i ministri”.

“Per questo – conclude – la Regione si è mossa già da tempo. Ed è per questo che continuerà a farlo nei tavoli romani. Ma l’Ente non può essere colpevolizzato anche quando sta facendo più di quanto gli compete”.

D’ALESSANDRO (PD): ”SUL PROBLEMA PORTI GIUNTA REGIONALE INCONSISTENTE”

PESCARA – “Il sindaco di Pescara Luigi Arbore Mascia e l’assessore regionale Mauro Febbo hanno annunciato che si incateneranno – commenta Camillo D’Alessandro capogruppo Pd in Regione – a questo punto, visto che ci sono, coinvolgano in questa inutile attività anche Gianni Chiodi e compagnia, almeno per un po’ non faranno danni.”

“Eppure ce li ricordiamo – continua D’Alessandro – a chiedere voti agli abruzzesi puntando su una presunta filiera istituzionale formata da Comune, Provincia passando per la Regione per arrivare fino al Governo nazionale”.

“Tutti di centrodestra – aggiunge D’Alessandro – così avrebbero risolto con maggiore facilità i problemi dell’Abruzzo. Oggi sono costretti addirittura ad incatenarsi, e tutto ciò è la rappresentazione plastica dell’incapacità, della casualità e dell’inconsistenza di una classe dirigente che ha fallito.”

“Non possiamo arrenderci ad una Regione sempre meno competitiva, abbiamo porti troppo poco profondi e un aeroporto troppo poco lungo, insomma tutto drammaticamente troppo poco”.

Questa l’analisi del capogruppo Pd in Consiglio regionale, che dopo la denuncia avanza un proposta per la risoluzione del problema.

“È il momento di dare una svolta – prosegue D’Alessandro – l’Abruzzo deve difendersi da solo, negli ultimi dieci anni abbiamo speso decine di milioni di euro per dragare i porti per trovarci l’anno successivo dinanzi allo stesso problema. In passato almeno i dragaggi venivano garantiti, oggi neanche quelli”.

“A Pescara la situazione è più drammatica rispetto alle altre realtà – ancora il capogruppo Pd – avendo un porto posizionato alla foce di un fiume, tuttavia, altri porti, come quello di Ortona sono comunque al palo perché il dragaggio non viene fatto e i fondali restano troppo bassi”.

“Sono stati investiti quaranta milioni di euro per realizzare la diga foranea di sbarramento alle mareggiate e dopo due anni non è stata ancora completata. Con tutti i soldi spesi dalla Regione per i dragaggi, circa 20 milioni di euro negli ultimi 10 anni, ci si poteva dotare di una draga che non solo avrebbe lavorato per i nostri porti, ma avrebbe potuto anche essere messa a disposizione di altre realtà portuali”, spiega D’Alessandro.

“Da tale assunto – annuncia l’esponente Pd – presenteremo nel corso di questa settimana una proposta di progetto di legge per la costituzione immediata dell’Ente portuale regionale, che metta insieme i comuni sede di porto, province e Regione, al quale affidare innanzitutto le opere di dragaggio, acquistando appunto una draga attraverso lo strumento del leasing che comporta una chiara fattibilità finanziaria, e che si metta da subito all’opera a partire da Pescara agli altri porti”.

“Questo Ente portuale inoltre potrà occuparsi di tutti gli altri servizi portuali – sottolinea D’Alessandro – dalla pulizia alla manutenzione, in modo da garantire gestione e cura dei porti non piu’ da medioevo”.

“È chiaro però – specifica il capogruppo del Pd – che l’emergenza su Pescara va risolta immediatamente attraverso l’intervento del governo nazionale, con adeguate risorse e non con gli spiccioli umilianti rifiutati persino dallo stesso Goio”.

“Soluzione necessaria ma tampone – conclude – in quanto col ritorno dell’inverno e delle mareggiate ci ritroveremo di nuovo ad affrontare la stessa situazione”.

CASTRICONE (PD): “PESCARA PAGA I RITARDI DEL CENTRODESTRA”

PESCARA – “Il centrodestra esprime il ministro addetto al settore, l’assessore regionale delegato alla navigabilità, il presidente della Provincia, il sindaco di Pescara. Tutte le responsabilità nella vicenda del dragaggio sono addebitabili al centrodestra, che ora cerca di salvarsi sviando l’attenzione: ma si porta sulla coscienza i danni arrecati all’economia pescarese”.

Lo afferma il segretario provinciale del Partiro democratico di Pescara Antonio Castricone.

“Ora bisogna recuperare il troppo tempo petduto – dice Castricone – ma il centrodestra ci risparmi lo scaricabarile che fa perdere solo altro tempo”.

SCLOCCO (PD): “CHIEDERO’ MAGGIORE CHIAREZZA SU RISORSE”

PESCARA – “La maggioranza ai governi di Regione, Comune e Provincia invece di incatenarsi dovrebbero muoversi, anzi, correre verso Roma a rivendicare quanto stabilito nell’accordo quadro fra Regione e Governo”.

Così commenta Marinella Sclocco, consigliere regionale del Partito democratico, relativamente alle vicende del proto di Pescara.

“Corrano a Roma per chiedere che vengano messe a disposizione immediatamente risorse pari a 200 milioni per lo sviluppo del Porto di Pescara, almeno così come da loro annunciato all’indomani della firma dell’accordo. In ogni caso e per rivendicare maggiore chiarezza ho prodotto un’interrogazione e risposta immediata alla quale spero la maggioranza mi risponderà onestamente e dalla quale risposta spero di non dover giungere alla medesima conclusione avuta per l’aeroporto, ovvero che in realtà, al contrario di quanto dichiarato, il governo nazionale per l’Abruzzo non trasferisce nulla!”.