PESCARA – Dormivano tra i rifiuti, le feci, immondizia di ogni genere, stesi su materassi di fortuna all’interno dei due caseggiati di cemento, dove si erano intrufolati dal cancello, dopo aver rimosso la catena con i lucchetti.
A svegliarli all’alba di stamane, all’interno del complesso dell’ex Cofa, sulla riviera sud di Pescara, struttura di proprietà della Regione Abruzzo che sta però procedendo alla sua dismissione, sono stati gli agenti della polizia municipale, dieci unità in tutto coordinate dal maggiore Adamo Agostinone, che hanno portato avanti l’operazione con la collaborazione delle altre forze dell’ordine.
Dentro c’erano dieci rumeni, tre polacchi e due italiani, un uomo e una donna rispettivamente di 35 e 30 anni.
Sul posto stanno invece intervenendo gli operatori della Attiva per la rimozione dei rifiuti e la prima bonifica d’emergenza, e le unità della Regione per chiudere di nuovo il complesso e impedire nuove intrusioni.
“È evidente che a questo punto diventa sempre più urgente accelerare le procedure amministrative per consentire di dare a quell’area una sua dignità, decoro e soprattutto garantirne la perfetta sorveglianza e tutela dal punto di vista igienico-sanitario, specie se consideriamo che un anno fa, quando il Comune, a sua volta, riconsegnò il manufatto alla Regione, abbiamo effettuato la bonifica completa dell’area lasciandola perfettamente pulita, e oggi siamo invece punto e a capo”.
Lo hanno affermato gli assessori all’Ambiente Isabella Del Trecco e al Patrimonio Eugenio Seccia intervenendo sul blitz avvenuto stamane all’alba.
“Nei giorni scorsi – hanno spiegato gli assessori – l’amministrazione comunale e la stessa polizia municipale hanno ricevuto decine e decine di segnalazioni circa l’utilizzo notturno dell’area dell’ex Cofa dove, a detta di molti residenti, che sono un po’ le nostre ‘vedette’, una sorta di presidio, con il calar del sole entravano decine di persone per trovare un rifugio notturno tra i capannoni dismessi e i due piccoli fabbricati a due piani, una volta utilizzati come uffici, e oggi completamente abbandonati, privi anche delle finestre”.
Quando alle 6 di stamattina gli agenti della polizia municipale sono entrati, si sono visti dinanzi le stesse, identiche scene: gli abusivi sono entrati dal cancello principale, aperto dopo che erano state rimosse le catene. Questa volta gli intrusi non hanno utilizzato i capannoni, pieni zeppi, di nuovo, di pattume, ma si sono divisi le piccole stanzette all’interno dei due caseggiati di cemento, realizzandovi camere da letto con materassi abbandonati a terra, tra l’immondizia.
Dentro c’erano dieci rumeni, tre polacchi e due italiani, un uomo e una donna rispettivamente di 35 e 30 anni.
Tutti sono stati svegliati e accompagnati in questura dove sono in corso le operazioni di identificazione.





