MILANO – Sono sposati dal 2016 Filippo Consoli e Nicoletta Piccoli, i due carabinieri, che ieri hanno riconosciuto e bloccato, alla stazione Centrale di Milano Aleksander Mateusz Chomiak, ricercato con l’accusa di tentato omicidio perché avrebbe accoltellato alla stazione Termini una turista israeliana.
Erano fuori servizio e stavano tornando a casa a Iseo, in provincia di Brescia, dove vivono con le due figlie. Ma non hanno avuto nessuna esitazione.
Filippo, vicebrigadiere del radio mobile di Milano, che di Iseo è originario, ha riconosciuto in quel ragazzo con il cappellino nero seduto sul treno per Brescia l’uomo di cui aveva dal mattino ricevuto foto e video, con le stesse inconfondibili scarpe rosse, con i tratti somatici “inconfondibili”.
“Quando salgo sul treno mi qualifico sempre al controllore che era presente in quel momento: lui ha visto che eravamo appartenenti alle forze dell’ordine ed è sceso prendendo le sue buste, quindi anche da quello abbiamo capito che era lui” racconta Nicoletta.
Nella caserma Montebello, lei lavora in infermeria e lui al radiomobile si occupa della foresteria.
Nicoletta ha questo lavoro nel sangue. A San Salvo, il comune in provincia di Chieti dove è cresciuta, suo padre era un agente della polizia municipale. Proprio nel paese abruzzese la coppia, che lì si è spostata, torna a trascorrere le vacanze come ha ricordato sulla pagina Facebook del Comune la sindaca Emanuela De Nicolis.
“A nome di tutta la cittadinanza sansalvese sento l’obbligo di complimentarmi con Nicoletta Piccoli e con suo marito Filippo Consoli per aver individuato prima e proceduto poi a bloccare l’accoltellatore della stazione Termini – ha commentato la sindaca – Aspettiamo Nicoletta e Filippo in Comune al rientro per rendere loro gli onori che meritano”.
Ad aspettarli è ora anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana.
Loro paiono sorpresi del clamore mentre parlano con i giornalisti.
Sapevano che Aleksander poteva essere armato, che era pericoloso. Dopo che è sceso dal treno, Nicoletta è andata ad avvisare la polfer, hanno allertato il radiomobile mentre Filippo ha iniziato a seguirlo. Quando è arrivato all’altezza del binario 12, sapendo che i rinforzi stavano arrivando. ha deciso di fermarlo.
“Quando ci siamo sentiti in sicurezza per noi e per le persone che girano in stazione abbiamo deciso di bloccarlo a terra” perché “non potesse portare avanti abusi – spiega il vicebrigadiere – come quelli di Termini”.
“Non ha opposto resistenza – aggiunge – e ha eseguito gli ordini che gli abbiamo dato, cioè di restare a terra. Poi gli ho mostrato le sue foto dal telefono” dicendogli Roma “e lui ha annuito”.
(Foto di Costanzo D’Angelo)






