L’AQUILA – Il 2 giugno, a Grassano (Matera) nella sala consiliare del Comune si è svolta la cerimonia di gemellaggio tra la locale sezione Fidas Grassano e la sezione donatori di sangue Vas Paganica (L’Aquila).

“Un progetto maturato con il tempo, in seguito ad azioni concrete già nei primi giorni dopo il sisma del 6 aprile. – spiega Raffaele Alloggia –  Il vice presidente nazionale della Fidas (federazione italiana donatori associazioni sangue) Antonio Bronzino, grassanese, si mise subito in contatto con il nostro presidente provinciale dottor Flaviano Zaini, per chiedere di cosa avesse bisogno, di tutto rispose il dott. Zaini. La nostra sede è inagibile, abbiamo perduto anche i dati dei donatori e non sappiamo neanche dove essi si trovino. Partì così subito una gara di solidarietà che investì prima la cittadina, poi la regione Basilicata e parallelamente coinvolta la Fidas nazionale”.

“In brevissimo tempo ci fu fornito un container situato nel parcheggio dell’Ospedale del San Salvatore, dove si incominciò di nuovo a tessere la tela in condizioni  estreme, sia esse di spazi che di mezzi di comunicazioni. Nel mese di maggio, quando ancora la nostra terra borbottava, le famiglie dei donatori grassanesi memori del ricordo del terremoto dell’Erpinia e Basilicata dal quale furono colpiti nel 1980, accolsero nelle proprie case ben cento ragazzi aquilani che vivevano i disagi delle tendopoli, ma fu fatto di più, rispondendo all’appello lanciato dal presidente nazionale Fidas Aldo Ozino Calligaris, con il progetto Fidas Pro Abruzzo, anche in Basilicata fu promossa la raccolta fondi, in cui Grassano, grazie anche alla presenza del loro concittadino, vice presidente nazionale Bronzino si mise in prima fila,  per l’acquisto di un’autoemoteca per la raccolta del sangue, in quanto anche il centro trasfusionale del San Salvatore era inagibile. Il Vas aquilano come dicevamo aveva bisogno di tutto, così dopo due anni e mezzo trascorsi nel container, sempre grazie al progetto Fidas Pro Abruzzo, fu possibile acquisire come sede del Vas provinciale, un locale di 75 metri quadrati all’interno della struttura della Casa del Volontariato”. 

“Tutto ciò ha consentito, grazie anche al senso civico di tutti i donatori, il ritorno all’autosufficienza di sangue nel nostro comprensorio. Dal 6 aprile tanti sono stati gli incontri tra dirigenti Fidas e le sezioni di L’Aquila e Paganica, per cui quando in una di queste il Presidente del Vas Paganica Lorenzo Iovenitti propose il gemellaggio con la sezione di Grassano, è parso a tutti un atto consequenziale dovuto, che in meno di un anno si è realizzato. La presentazione ai presenti, della sezione di Paganica è stata affidata allo scrivente, in quanto fondatore della sezione, ripercorrendo i quasi 40 anni di vita sociale con scritti ed immagini sin dall’inaugurazione, mentre la sezione di Grassano ha prodotto un filmato della loro attività sin dal 1980, anno della loro costituzione”.   

“Alla cerimonia, presenti il vice presidente nazionale Fidas Antonio Bronzino, il presidente regionale Fidas Paolo Ettorre, il presidente della sezione di Grassano Dino Lafiosca, il neo sindaco Francesco Sanseverino,  per Paganica invece, a supportare il presidente Lorenzo Iovenitti il direttivo di sezione, le nostre istituzioni locali, non sono state presenti per impegni già presi, ma sia il sindaco Massimo Cialente, che l’assessore alla cultura Stefania Pezzopane, hanno inviato una lettera. Sabato 2 giugno, a Grassano c’era un nutrito gruppo di donatori  paganichesi  a sostegno dell’iniziativa, tra i cittadini presenti, per onestà intellettuale, mi corre l’obbligo di segnalare la presenza di Ugo De Paulis che durante i tanti anni in cui ha ricoperto cariche istituzionali, fino al mese scorso, è stato, sin dalla costituzione, sempre molto vicino alla sezione donatori di sangue di Paganica”. 

Nella pergamena di gemellaggio, così è stato sancito l’impegno tra le due sezioni :  “ il nostro impegno associativo sarà quello di mantenere contatti tra le due Sezioni e i donatori dei due comuni per favorire gli scambi e per sviluppare la migliore collaborazione e vivi sentimenti di amicizia e fraternità; di congiungere i nostri sforzi e i nostri mezzi per concorrere al raggiungimento dell’autosufficienza nazionale di sangue ed emoderivati che costituisce un obiettivo di progresso, di responsabilità sociale e di impegno civile; di perseguire con determinazione livelli di qualità e sicurezza per la tutela dei donatori e dei trasfusi, di impegnarci all’intensificazione di rapporti culturali e sociali con costante riferimento ad una azione comune per la pace, la solidarietà, la donazione”.