L’AQUILA – “Da sempre, purtroppo, nel nostro territorio le varie nomine negli enti culturali e non solo, non sono mai state attribuite sulla base di una spassionata e rigorosa analisi dei curriculum dei cittadini e delle cittadine; mai su questo terreno c’è stata trasparenza; mai è stata garantita pari possibilità alla popolazione di accedervi”.
Così Nicola Iannarelli di Sinistra e lavoro a proposito della nomina di Nathalie Dompè a presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo.
“Ciò che viene contestato da più parti alla Giunta regionale – dice – è principalmente di aver operato questa scelta non in base alle competenze della signora, ma in base al suo cognome, in quanto come sappiamo è figlia di un noto imprenditore proprietario dell’omonimo colosso farmaceutico con sede all’Aquila”.
“Critica sacrosanta, ci mancherebbe altro, perchè non sfugge a nessuno che, al netto delle carte in regola per i titoli, che comunque la neo Presidente sembra avere, la famiglia d’origine ha fatto la differenza affinchè la scelta cadesse proprio sul suo nome”.
“Ma questa critica è fin troppo facile se non si aggiunge qualche considerazione”.
“Sono sempre state le segreterie di partito ad indicare il nome giusto per la poltrona giusta. Di prassi era ed è ancora così, con l’aggravante in molti casi che il nome indicato non aveva nemmeno le competenze per occupare quell’incarico”.
“Ciò che balza agli occhi da questa vicenda e dovrebbe allarmare maggiormente – aggiunge Iannarelli – è il fatto che si siano operati tanti e tali tagli alla cultura da parte dei governi di destra e sinistra (tagli che, sia beninteso, non hanno sfiorato minimamente i compensi sproporzionati dei vari presidenti e consiglieri di amministrazione), che per garantire un minimo di continuità delle attività culturali saremo sempre più costretti a fare affidamento sulla magnanimità di privati, un tempo detti mecenati, non potendo più contare sui soldi pubblici”.
“Non è un bel vedere, perchè le conseguenze, soprattutto in un settore come quello della cultura che vorrebbe alla base la massima libertà di scelta e di orientamento, saranno disastrose”.





