L’AQUILA – Sembrava un incontro finito bene, addirittura con un’intesa bipartisan. E invece si è trasformato nell’ennesimo scontro politico al vetriolo, fatto di botte e risposte con note molto prolisse. I protagonisti sono il governatore, Marco Marsilio (FdI), e il deputato aquilano del Pd Stefania Pezzopane.

Scenario: il confronto tra il presidente della Regione e i parlamentari abruzzesi che si era chiuso, almeno apparentemente, con l’accordo sugli emendamenti da presentare al “decreto Aprile”, dicitura errata visto che uscirà a maggio. In particolare nel dettaglio si è deciso di chiedere la sospensione, per il prossimo triennio, dei piani regionali di rientro dai disavanzi; di soprassedere all’obbligo di presentare un programma operativo da sottoporre al ministero della Salute per l’approvazione delle procedure stesse; un contributo straordinario, per l’annualità 2020, in favore dei comuni dichiarati “zona rossa” dai presidenti delle Regioni; per quanto concerne il Comune dell’Aquila un emendamento richiede un contributo straordinario, per l’annualità in relazione alle minori entrate e alle maggiori spese connesse al sisma 2009; connesso al sisma 2009 si chiede anche il superamento del precariato per il personale in servizio sia al Comune dell’Aquila sia all’Ufficio speciale della ricostruzione.

Gli ultimi tre emendamenti che il presidente Marsilio ha illustrato ai parlamentari in videoconferenza, invece, sono inerenti il sisma 2016/17 in relazione alla ricostruzione pubblica, agli interventi relativi le opere pubbliche e i beni culturali e il personale dei Comuni e della Protezione civile.

La Pezzopane aveva subito attaccato: “Con stupore ho letto che sul personale addetto alla ricostruzione dei terremoti la Regione propone un emendamento solo per i dipendenti del Comune dell’Aquila e dell’ufficio speciale Usra. Mi adopererò al massimo per i dipendenti del Comune dell’Aquila e dell’Usra che fino al 31 dicembre 2020 sono a lavoro grazie ad un mio emendamento che determino’ la proroga 2017/2020. Però ora, come allora mi impegnerò a prorogare e stabilizzare anche quelli degli altri 56 comuni e dell’Usrc. Con percorsi paralleli e senza discriminazioni. Capisco il rapporto tra “fratelli” con il sindaco  Biondi, ma noi ci vogliamo preoccupare di tutti e mandare avanti un progetto complessivo per queste preziose lavoratrici e lavoratori”.

Secca la replica di Marsilio: ““Sui fondi per il riequilibrio dei bilanci dei centri colpiti dal sisma nel 2009 e le stabilizzazioni del personale precario del Comune dell’Aquila e dei due Uffici speciali, nonché l’accelerazione e la semplificazione delle procedure di ricostruzione pubblica e privata di tutti i territori abruzzesi colpiti dagli eventi sismici 2016/17, ci muoveremo all’unisono, con un pacchetto di emendamenti contenenti misure adeguate a soddisfare le esigenze di territori che meritano quell’attenzione e quel rispetto di cui l’onorevole Stefania Pezzopane sembra ricordarsi a fasi alterne”.

“È straordinario che l’onorevole del Pd si erga a paladina dei precari. – ricorda il presidente – L’unico provvedimento che ha consentito a donne e uomini, tanto dell’Aquila quanto del cratere, di avere certezza nel proprio futuro è quello promosso dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, approvato nel 2018 da un Governo di cui la Pezzopane non faceva parte, con cui il personale assunto a seguito del concorsone Ripam è stato inserito stabilmente all’interno delle dotazioni organiche dei comuni. Forse non lo ricorda, o forse è solo distratta, così come lo era quando non si è accorta che L’Aquila e le aree terremotate del 2009 erano state inspiegabilmente escluse dalla prima versione del “decreto sisma”, di cui era relatrice alla Camera. Emendamenti, infatti, che erano già stati presentati in passato, da ultimo nel ‘decreto sisma’, su cui lei, in qualità di relatrice, ha dato parere contrario, conforme a quello del Governo, provvedendo così a farli bocciare e a votare contro. L’unico risultato che rivendica è il fumoso impegno con il Ministro per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, ad aprire un tavolo che nessuno ha mai apparecchiato e del quale nessuno conosce né l’esistenza, né l’esito, né le prospettive. Peraltro, se si sta parlando di ricostruzione nell’ambito dell’emergenza Coronavirus, sono stato io che, da solo e per primo, ho sollecitato il Governo e i parlamentari abruzzesi a presentare emendamenti in quanto nessuno lo aveva fatto o ci aveva pensato. Al decreto ‘Cura Italia’ alcuni parlamentari hanno raccolto l’invito del presidente a presentare emendamenti poi dichiarati inammissibili nel silenzio complice del Pd.

Nel passaggio alla Camera l’onorevole Pezzopane non ha neanche provato a ripresentare questi emendamenti per farli dichiarare ammissibili. Per un semplice errore nel corpus degli emendamenti trasmesso ai parlamentari – conclude Marsilio – sono stati inviati solo quelli relativi al Comune dell’Aquila e dell’Usra (Ufficio speciale per la città dell’Aquila). Spiace che l’onorevole Pezzopane invece di contattare direttamente il Presidente o la sua segreteria per chiedere conto di questa mancanza abbia voluto come al solito strumentalizzare la situazione per fare propaganda e procedere ai suoi virulenti attacchi. Ci auguriamo che la stessa virulenza e tanta veemenza la sappia utilizzare in Parlamento per ottenere a favore della ricostruzione dei territori abruzzesi colpiti da eventi sismici e dei terremotati quei risultati che in sette anni di attività parlamentare non è stata capace di portare a casa, pur avendo vissuto questi sette anni quasi tutti, a parte la parentesi del governo Conte 1, in maggioranza e rappresentando la città simbolo della ricostruzione e del terremoto. Non mancavano argomenti, in questo decennio, per sostenere la necessità di tali interventi e convincere Governo e Parlamento a farlo. Se ora non basta nemmeno la pandemia e la terza catastrofe in un decennio per ottenere l’attenzione del Governo, verrebbe da chiedersi: se non ora, ma quando?”.

Ulteriore controreplica della Pezzopane: “Il presidente Marsilio nell’inviare, a noi parlamentari, alcune proposte di emendamenti per i prossimi decreti, ha fatto svariati errori. Io ho avuto la premura di leggerli ed il coraggio di far notare il più grave, riguardante i precari dell’ Usrc, ufficio speciale del cratere 2009. Sugli altri ho sorvolato, ma ci tornerò nei prossimi giorni. E lui che fa? Non chiede scusa e ripara immediatamente l’errore, ma si scaglia, in pure stile squadrista contro di me con accuse ridicole sul mio lavoro in questi anni. Il mio impegno è riconosciuto da tutti. E se ritiene, in un incontro pubblico, posso raccontare, punto per punto, le tante cose che ho ottenuto per la mia gente. Ma invece di preoccuparsi di cosa ho fatto io dopo il terremoto, dica cosa ha fatto lui. Parli di cosa ha fatto lui per l’Abruzzo in questi 7 anni , io sono pronta a farlo in pubblico, su lavoratori precari e su ogni aspetto della ricostruzione 2009 e 2016/17″.

“Il Presidente Marsilio è in Abruzzo per caso – incalza la Pezzopane – perché il centrodestra aveva appaltato la Presidenza a Fratelli d’Italia e la Meloni non si è fidata di nessun abruzzese. Così è stato scelto un suo fedelissimo, il suo tesoriere, direttamente dal cerchio magico della Capitale. Dovrebbe avere almeno l’umiltà di rispettare chi da sempre è qui a cimentarsi con i problemi di una regione colpita da due terremoti. Ora però, probabilmente mal consigliato da qualche rabbioso “fratellastro” , Marsilio ha espresso un giudizio sul mio lavoro parlamentare che è talmente assurdo da aver prodotto subito una reazione da parte di lavoratori e persone che mi hanno espresso la loro solidarietà. Sono pronta ad una sfida pubblica in cui racconterò per filo e per segno tutto quello che ho fatto in Parlamento per la mia terra ferita, così anche lui potrà fare lo stesso. Giorno dopo giorno racconterò e la stessa cosa potrà fare Marsilio. Ogni cosa che dirò io, con date e fatti, potrà accompagnarle con cose fatte da lui. Sara un confronto edificante. Così magari parliamo un po’ di quello che succede in regione. Si preoccupi di fare il suo dovere per il presente e per il futuro, I miei 7 anni di lavoro sono carichi di cose buone. E non sarà certo lui, che non c’era, a poter esprimere sentenze”.