CHIETI – “Sono stati commessi crimini tra i peggiori del genere in Italia, sulla testa di decine di migliaia di persone. Le pubbliche autorità avvertirono Montedison dell’inquinamento delle acque dei pozzi e non i cittadini, le vittime”.

Questo uno dei passaggi in aula del pubblico ministero, Anna Rita Mantini, durante la requisitoria, nell’ambito del processo a porte chiuse in Corte d’Assise, a Chieti, ripreso dopo 5 mesi di stop, sulla megadiscarica dei veleni di Bussi sul Tirino (Pescara). 

Il processo conta 19 imputati, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, accusati di avvelenamento delle acque e disastro ambientale doloso.

Per tutti gli anni ’60, secondo l’accusa, il sito industriale chimico di Bussi avrebbe sversato una tonnellata al giorno di veleni residui della produzione nel fiume Tirino per smaltire illegalmente rifiuti pericolosi, poi permeati nelle falde acquifere, tra cui cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, tricloroetilene, triclorobenzeni e metalli pesanti.

Dai documenti illustrati oggi dal pm Mantini durante la requisitoria, nel 1993 una società di consulenza avrebbe evidenziato alla Montedison il grave stato di inquinamento e l’inadeguatezza delle misure intraprese. 

In questo studio, la società avrebbe anche proposto degli investimenti cospicui per la bonifica.

Una proposta, stando a quanto avrebbe sostenuto il pm, considerata onerosa dalla Montedison che avrebbe deciso di fare internamente. A riprova di ciò l’accusa avrebbe mostrato un appunto di una riunione della Montedison dove ci sarebbe scritto “vecchie discariche, non ci conviene” e “noi”. 

Il pm poi avrebbe fatto notare che nel 1991 sarebbero stati spesi 36 miliardi di lire per gli investimenti ambientali, mentre, nel 1994, 6 miliardi. 

Tra i vari passaggi della requisitoria, il pm Mantini avrebbe anche evidenziato che le autorità pubbliche avvertirono Montedison della presenza di pozzi inquinati ma “non i cittadini, le vittime della situazione”.

Inoltre, il pm ha anche parlato di “omertà” rispetto alla scarsità di testimonianze che ha potuto raccogliere.

Sempre oggi, il pm Giuseppe Bellelli, ha illustrato lo studio della Regione del 2012 sull’incidenza dei tumori sottolineando che Bussi è il Comune a più alta incidenza.

Le parti civili, tra cui la Regione Abruzzo, parleranno il 10 e il 17 ottobre, mentre le difese il 24 e il 31 ottobre e poi il 7, il 14 il 21 e il 28 novembre. Le repliche si terranno il 5 e il 12 dicembre.

Inoltre, le udienze fissate che non si terranno saranno recuperate il giovedì o il sabato. 

Entro Natale, quindi, dovrebbe esserci la sentenza.