PESCARA – “Dopo i buoni propositi manifestati dall’amministrazione provinciale di Pescara tramite l’assessore Mario Lattanzio sul futuro della discarica di Bussi, è arrivato il momento che l’Ente diventi portatore di iniziative concrete”.

Lo afferma il consigliere provinciale Antonella Allegrino in conferenza stampa.

“Si richiede – prosegue l’assessore – la costituzione di un coordinamento istituzionale per richiedere e seguire più da vicino le operazioni di messa in sicurezza e bonifica, oltre che per reclamare la stesura di uno studio epidemiologico per accertare se i rifiuti tossici stipati illegalmente sotto il terreno di Bussi abbiano arrecato o arrechino danni alla popolazione del comprensorio”.

“A tal fine – aggiunge – ho chiesto che la commissione consiliare permanente sull’ambiente della Provincia di Pescara affronti l’argomento e prenda in seria considerazione la necessità di conoscere i rischi sanitari della convivenza con rifiuti di accertata tossicità da parte di una popolazione direttamente o indirettamente esposta”.

Anche il fiume Pescara è al centro delle polemiche dell’assessore che ha intenzione di presentare un’interrogazione al prossimo consiglio provinciale per “conoscere lo stato di attuazione delle azioni programmatiche dell’amministrazione Testa circa il disinquinamento e la rivitalizzazione del fiume Pescara, il cui stato di salute è peraltro interessato da vicino alla mancata messa in sicurezza della discarica di Bussi”.

Il programma di governo 2009 – 2014 fa infatti riferimento anche al fiume Pescara: in particolare la Linea Programmatica 9 “Lotta all’inquinamento del fiume Pescara, piano provinciale dei rifiuti e bonifica del sito di Bussi” all’Azione 4 prevede “l’attuazione del Parco ciclabile metropolitano del Fiume Pescara”; mentre la Linea Programmatica 19 “Attuazione del Piano territoriale provinciale” all’Azione 4 “Parco attrezzato del fiume Pescara” prevede “l’emergere di proposte progettuali innovative e di valutazione strategica capaci di rigenerare un ruolo territoriale attualmente poco corrispondente alle potenzialità della vallata”.

“Buoni propositi – commenta – che a oggi temo siano rimasti tali, considerando ad esempio che la lotta all’inquinamento del fiume Pescara è tra le competenze della Polizia Provinciale, la quale, oltre ad avere numerose altre incombenze, dispone oggi di sole cinque persone, su un organico di quindici e che invece, considerando il numero di abitanti della Provincia di Pescara, potrebbe arrivare ad averne fino a settanta”.

“Questo sì – conclude la Allegrino – che comincerebbe a rappresentare un passo avanti a favore della lotta all’inquinamento ed anche, perché no, alla lotta alla disoccupazione”.