PESCARA – Si sono concluse questa mattina, all’ospedale di Pescara, le operazioni per il prelievo degli organi di Diomede Barchiesi, 50enne di Lanciano (Chieti), morto dopo 6 giorni di ricovero in Rianimazione all’ospedale di Pescara, dove era arrivato in condizioni disperate per le lesioni riportate dopo essere intervenuto, nella notte di domenica scorsa, per difendere il figlio diciottenne coinvolto in una lite con altri ragazzi sul lungomare di Fossacesia.

L’uomo era stato colpito da un pugno sferrato da un 18enne e aveva riportato lesioni cerebrali gravissime. Diagnosticata la morte encefalica, ieri è partito il cosiddetto periodo di osservazione, al termine del quale è stata quindi certificata la morte.

In una nota la Asl di Pescara fa sapere che al momento del rinnovo della carta d’identità, Barchiesi aveva espresso la propria volontà favorevole alla donazione degli organi.

Concluso il periodo di osservazione per la morte cerebrale e ottenuto, dopo la valutazione del medico legale, il nulla osta al prelievo da parte dell’Autorità giudiziaria, nella notte sono iniziate le operazioni di prelievo degli organi, concluse questa mattina.

Il cuore è stato destinato a Bergamo, i reni all’Aquila e il fegato a Pisa.

“Una vicenda drammatica lascia così spazio alla speranza per altre persone. La scelta compiuta in vita da Barchiesi testimonia concretamente il valore della donazione degli organi e l’importanza di esprimere consapevolmente la propria volontà”, scrive la Direzione Strategica della Asl di Pescara che rinnova” la propria vicinanza alla famiglia, in questo momento di profondo dolore”, e rivolge un ringraziamento alle dottoresse Rosamaria Zocaro e Antonella Frattari e all’intera équipe della Rianimazione, “che ha assistito il paziente con grande impegno durante tutto il percorso, all’équipe degli anestesisti del Blocco operatorio e a tutti i professionisti coinvolti nelle delicate operazioni che hanno reso possibile la donazione”.