L’AQUILA – Sarà quello di oggi, alla vigilia di ferragosto, un consiglio regionale incandescente, al pari delle temperature fuori a palazzo dell’Emiciclo: il parere non favorevole del Collegio dei revisori dei conti, che contestano ben 56 milioni di euro non coperti nella legge di assestamento, ha scompaginato i piani del centrodestra del presidente Marco Marsilio, uomo forte di Fdi.
E questo perché ora diventa ardua impresa portare a casa la manovra d’aula di 20 milioni di euro, con fondi a eventi, manifestazione e leggi rimaste a secco di coperture, grazie al tesoretto ottenuto con la riduzione del deficit della sanità, da 103 a 73 milioni, con 30 milioni che si erano liberati, dopo due anni di politiche della lesina e tagli lineari ai bilanci degli assessorati. E c’era anche chi assicura che pronti erano altri emendamenti, con in consueti fondi a pioggia a discrezione di questo e quel consigliere, non solo di maggioranza, nella convinzione di essere tornati ai tempi felici della vacche grasse.
Con il capogruppo del Pd Silvio Paolucci in testa per questa battaglia, il campo largo, in realtà diviso al suo interno quanto il centrodestra, è pronto alle barricate, e ha già chiesto di rinviare il consiglio per rifare bene i conti, parlando di scandalo e di gravità inaudita, “il punto di più basso nella gestione finanziaria della Regione Abruzzo”.
La maggioranza però non ha nessuna intenzione di fare retromarcia: come anninciato dal capogruppo di Fdi Massimo Verrecchia, si presenterà in aula con un maxi-emendamento che modificherà il pdl approvato in giunta il 28 luglio, per dare una risposta alle due principali contestazione del collegio dei revisori dei conti.
Ovvero l’esistenza di un debito potenziale di 10.885.343 euro, imputabile all’Ersa, l’ente regionale di sviluppo agricolo, poi divenuto Arssa, con soppressione arrivata nel 2011, e la sottovalutazione dei costi per i contenziosi giudiziari a rischio, che l’Avvocatura, a eseguito di una ricognizione consegnata l’11 agosto, ha quantificato in 9.348.457 euro solo per quest’anno, in 45.210.244 euro fino al 2028. Da trovare insomma nel bilancio regionale, da un giorno all’altro, coperture per 56.095.587 euro, 20.233.800 solo per quest’anno.
In maggioranza, per la cronaca, c’è an che chi accusa che il collegio dei revisori dei conti, composto da Grazia Zeppa, presidente, Valerio D’Amicodatri e Emanuele Verini, hanno fatto proprie le contestazioni già in precedenza avanzate da Paolucci.
Ma il di là delle dietrologie, quello che conta è la norma: il parere dei revisori è obbligatorio, ma è possibile in ogni caso approvare una provvedimento con parere “non favorevole”, purché si motivi, con numeri ed evidenze alla mano, che in ogni caso gli equilibri di bilancio saranno garantiti. Assumendosi direttamente la responsabilità politica e contabile della scelta anche rispetto ai successivi controlli della Corte dei conti, alla quale il verbale dei revisori viene trasmesso.
E così in queste febbrili ore la burocrazia regionale, con in testa il direttore generale Vincenzo Rivera e il capo dipartimento che ha in mano i cordoni della borsa, Fabrizio Giannangeli, sono alla ricerca delle coperture per mettere a punto il maxi-emendamento.
I 20 milioni di euro erano utili, in base alla norma ora contestata dal Collegio, a rifinanziare e rimpinguare leggi importanti come quella contro lo spopolamento delle aree montane, per il sostegno alle famiglie dei minori affetti da malattie rare, per rimborsare i danni da fauna selvatica e i danni causati dalle avversità atmosferiche a beneficio degli agricoltori. Ed ancora soldi per eventi cari al centrodestra come come il maxi concerto di Pescara della Notte dei serpenti, il Festival dannunziano, ed ancora per la Giostra cavalleresca di Sulmona, la Film commission Abruzzo, eventi sportivi vari.
A questo capitolo di spesa si aggiungono poi i 16.909.040 euro per coprire vari debiti che non erano stati preventivati nel bilancio di previsione. Debiti che hanno questa volta copertura, e che come ovvio non possono essere toccati.
Toccherà decidere dunque cosa salvare e cosa no delle voci sopra elencate. Quello che è certo è che non ci sono le condizioni per ulteriori legge mancia, e tutto rischia di essere rinviato a tempi migliori, già in autunno, sperando nell’ulteriore miglioramento dei conti del deficit della sanità, madre di tutti i problemi di questo Marsilio bis.
Insomma, nonostante aver sacrificato un periodo di ferie come quello di ferragosto, la maggioranza dovrà rinunciare a contributi e misure già forse promesse. E con tutti questi ingredienti esplosivi non è difficile ipotizzate una seduta infuocata e a rischio rissa.
Le opposizioni hanno annunciato barricate e venderanno cara la pelle, tenendo la linea sull’argomento che la seduta si sarebbe dovuta rinviare per una nuova approvazione dell’assestamento per modellarlo ai rilievi dei revisori.
Dai rumors dei corridoi di palazzo Silone emerge un Marsilio molto contrariato e nervoso. Un segnale che rende altamente probabili le successive risse verbali in aula, come la storia recente dell’Emiciclo conferma.
Altro dettaglio da non sottovalutare le presenze, o meglio, le assenze di oggi in aula, visto anche il periodo ferie di altissima stagione, con il rischio che il consiglio possa saltare per mancanza di numero legale.
Per dirne una l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri, il diretto interessato alla vicenda, non ci sarà, perché, si apprende, aveva una vacanza già prenotata da tempo e già pagata. E il centrodestra teme che non sarà l’unica defezione.
All’ordine del giorno del consiglio di oggi anche il progetto di legge per il riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio in favore di Formez Pa e l’elezione del Garante regionale per i diritti degli animali. Sarà discussa l’interpellanza presentata dal consigliere Pierpaolo Pietrucci sugli interventi relativi alla fibromialgia.






