ISOLA DEL GRAN SASSO – “Abbiamo vissuto un effetto trappola: da una parte temevano che le lesioni causate dalla scossa potessero far crollare il tetto già molto appesantito dalla neve, dall’altra non potevamo scappare fuori perché bloccati da due metri di neve. Sono state ore terribili”.

Anche se racconta con serenità la brutta avventura, si capisce che ha pensato al peggio il 33enne Moreno Fieni che è stato tratto in salvo, insieme alla madre, mercoledì sera, dalla sua casa nel paesino di San Massimo, frazione del comune di Isola del Gran Sasso (Teramo).

Fieni era bloccato da domenica sera senza energia elettrica e riscaldamento, in una casa alla periferia di un centro già molto piccolo, 18 abitanti in questo periodo.

Mercoledì, il giovane, impiegato nello staff del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Sandro Mariani, è rimasto in attesa di soccorsi dalle 10.25 fino a poco dopo le 20, “con la costante paura che tutto ci potesse crollare addosso”.

“Sono stato fortunato perché sono riuscito a mandare sms di richiesta di aiuto al consigliere regionale Mariani e al presidente della provincia, Renzo Di Sabatino, che hanno dato l’allarme. Non avrei potuto fare altro visto che la neve fuori era più alta di me che sono un metro e 87″.

Poco dopo le 20 di ieri sera, quando Fieni e sua madre erano tra i dispersi e quando si pensava al peggio, un mezzo anti-neve definito bruco, li ha prelevati trasferendoli in un albergo di Isola del Gran Sasso, distante 3 chilometri.

“Ci siamo scaldati con il camino perché avevamo legna in casa, abbiamo mangiato grazie alle provviste di una madre regina delle scorte – continua Fieni – Le scosse hanno fatto tremare decisamente una casa che sia pure non nuova, ha retto ai precedenti terremoti. Ho visto le crepe e abbiamo pensato al peggio perché sul tetto c’era molta neve”.

Nel ringraziare le persone che si sono interessate e i soccorritori, Fieni spiega che si tratta di una emergenza particolare alla luce del “combinato disposto nevicate-sisma”.

“Noi siamo montanari e quindi abituati alle nevicate, nel 2012 se ne accumulò un metro e 40 centimetri. Ma questa ondata è stata davvero pesante”, conclude il giovane, tornato insieme alla madre nella casa di Teramo.