L’AQUILA – Habemus tavolo!
È stato finalmente convocato dal Comune dell’Aquila per mercoledì 12 alle ore 11 il tavolo sulle cosiddette “demolizioni selvagge” con i rappresentanti dell’Azienda sanitaria locale e l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente.
A darne annuncio è l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, al quale i consiglieri di opposizione Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila) e Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo) avevano con forza richiesto l’indizione dell’incontro nei giorni scorsi.
Lo scopo del tavolo, fissare le necessarie misure di sicurezza per arginare la preoccupazione dilagante soprattutto tra i cittadini riguardo le nubi di polvere sollevate durante i sempre più frequenti abbattimenti di palazzi inagibili.
L’allarme è alto, tanto che alcuni cittadini hanno minacciato di riunirsi in comitato e agire contro le ditte che se ne infischiano delle prescrizioni.
Dopo poco più di un mese dall’annuncio del tavolo da parte di Di Stefano, l’incontro è stato finalmente fissato. Parteciperà anche l’assessore Roberto Riga.
“Innanzitutto – spiega di Stefano – chiederemo ad Asl e Arta come, ad oggi, provvedono ad attuare i controlli. Forniremo loro un elenco delle demolizioni che autorizziamo e chiederemo un aiuto per mettere a punto delle norme specifiche, visto che le due Aziende sono competenti in materia. Una volta scritte, queste regole verranno subito adottate”.
Proprio riguardo la normativa, Di Stefano ha voluto replicare a quanto dichiarato ad AbruzzoWeb dal consigliere comunale Alessandro Piccinini secondo il quale le leggi esistenti in materia sarebbero insufficienti.
“Le norme ci sono – spiega l’assessore – è ovvio che è vietato creare una nuvola di polvere durante una demolizione. Mi sento di dire che, comunque, non tutte le demolizioni sono state fatte in modo sbagliato. Più volte sono passato nei cantieri durante gli abbattimenti e ho visto che le regole venivano rispettate”.
Al tavolo è stata invitata anche l’Associazione dei costruttori edili (Ance),così come aveva espressamente richiesto Di Cesare. “Il mondo delle imprese, però, non è solo l’Ance. Vediamo se è il caso di coinvolgere anche altre associazioni come, per esempio, Cna e Apindustria”, ha concluso.






