L’AQUILA – Sono i 12 candidati al nastro di partenza per la corsa a ricoprire l’allettante incarico di componente designato dalla Regione Abruzzo alla Corte dei Conti. Postazione  che vale un emolumento da 180 mila euro l’anno, ma non obbligatoria, cancellata infatti nella precedente legislatura, perché ritenuta troppo costosa. Ed anche ambigua, perché eletta dalla maggioranza in Consiglio, e chiamata poi a controllare la correttezza contabile della stessa.

Tra i 12 nomi passati al vaglio formale del Servizio affari Istituzionali ed Europei del Consiglio regionale, e comunicati con determina del 18 dicembre, ne spiccano in particolare quattro, noti alle cronache politiche, protagonisti a destra e sinistra della recente vita amministrativa della nostra Regione.

Un nome su tutti, quello di Antonio Marrazzo, avvocato di Nocera inferiore, capo di gabinetto del presidente della Regione Ottaviano Del Turco, che il ruolo di consigliere delegato alla Corte dei conti lo ha già ricoperto, dal 2006 al 2011. Poi il successore di Del Turco Gianni Chiodi decise di cancellare questa figura, che è come detto solo facoltativa. Ora Marrazzo, forte di un curriculum senz’altro corposo, punta a tornare a ricoprire l’incarico.

In corsa c’è poi un altro protagonista della politica abruzzese, l’avvocato Antonio Morgante, oggi dirigente di Forza Italia e che è stato coordinatore della segreteria del commissario alla ricostruzione Chiodi, ed ex assessore di Gioia dei Marsi (L’Aquila)

Spicca anche il nome di Antonio Dandolo, l’ex direttore generale del Comune di Pescara, quando sindaco era Luciano D’Alfonso, l’attuale presidente della Regione. Oggi dirigente della Prefettura di Pescara, dove si occupa di Raccordo con gli enti Locali e consultazioni elettorali.

Infine Stefano Frappicini, funzionario del Ministero dell’Economia e delle Finanze, marchigiano di Recanati, radicale e candidato alla Camera nel 2013 in Abruzzo assieme a Marco Pannella, nella lista di “Amnistia, giustizia, libertà”.

Gli altri candidati sono Angela Maria Antenucci, commercialista e consigliere comunale di una lista civica al Comune di Tagliacozzo (L’Aquila), Nicola Bomba commercialista di Lanciano (Chieti), Giulia Buccella, economista di Arsita (Teramo) 

E ancora Marco De Santis, commercialista aquilano, Gianluigi Guerra, responsabile del procedimento cartelle esattoriali nella Prefettura di Chieti, Francesco Marcone, commercialista di Napoli, revisore contabile, componente del comitato tecnico scientifico nel Dipartimento Economico di Ageing Society,

L’avezzanese Felice Ruscetta, da poco eletto al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti.

Infine Salvatore Silverio, presidente del collegio dei revisori dei Conti del Comune di Chieti.

Nell’ultimo Consiglio regionale, prima della sessione di bilancio, conclusosi all’alba dopo una battaglia scatenatasi proprio intorno alla partita dei consiglieri delegati, si era trovato tra maggioranza e opposizione come compromesso quello di eleggere eventualmente non due, ma un solo consigliere.

Nel bilancio di previsione del Consiglio sono stati accantonati però 360 mila euro, la cifra necessaria a retribuire lautamente due consiglieri delegati. Nulla vieta di destinare eventualmente con una variazione in bilancio metà di questa cifra in altre poste.

Il consigliere o i consiglieri delegati dovranno essere designati a maggioranza dal consiglio regionale come prevede l’articolo 48 dello Statuto. Il prescelto dovrà ottenere la metà più uno dei voti. Oppure la designazione la potrà fare direttamente il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, in accordo però con il Governo.

La nomina vera e propria sarà però sancita da un decreto del presidente della Repubblica, a garanzia della sua terzietà e autonomia dal potere politico.