L’AQUILA – Giorno della verità oggi pomeriggio per la dolorosa partita copertura del buco debito della sanità: la delegazione dirigenziale abruzzese capitanata dai direttore del dipartimento Bilancio, Emanuela Grimaldi, e del dipartimento “Risorse”, Fabrizio Giannangeli, sarà ricevuta dal Tavolo di monitoraggio interministeriale.
Davanti ai severi e inflessibili guardiani dei conti della sanità, si dovrà dimostrare, carte alla mano e cifre al centesimo, l’aver ottenuto la totale copertura del deficit 2024, che a dicembre scorso aveva raggiunto la quota di ben 180 milioni di euro. Tanto da costringere il centrodestra del riconfermato presidente Marco Marsilio, di Fdi, e dell’assessore, anche lei riconfermata, Nicoletta Verì, ad aumentare, tra le polemiche e lo scontro politico, l’addizionale Irpef. Con le opposizioni che assieme ai sindacati e ai sindaci dell’Ali, hanno occupato per protesta l’aula Spagnoli dell’Emiciclo.
Per il pareggio resta però l’incognita e il balletto di cifre relativo agli ultimi 18,5 milioni di euro di copertura, sulla cui consistenza e reperibilità ci sono solo le rassicurazioni dell’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, di Fdi, ma nulla di più, rispetto le altre cifre utilizzate. E il timore che corre come un brivido dietro la schiena di tutti gli assessori, è che si dovrà ancora una volta effettuare un taglio alle già esangui disponibilità finanziarie.
Fatti 180 milioni di euro il deficit accumulato, infatti, 99 milioni, rispetto agli ultimi conteggi, sono stati presi dalla cassa della Gestione sanitaria accentrata, la Gsa, rimpinguata, per fortuna, dalle entrate extra del pay back farmaceutico, versato dalle aziende farmaceutiche alle Regioni, nel caso in cui la spesa farmaceutica supera i tetti fissati dalla legge.
Si scende così dunque a -81 milioni di euro, la cifra comunicata ufficialmente dall’assessore Verì qualche giorno fa.
Ci sono poi i 20 milioni di euro di tagli al bilancio, nel budget di tutti i dipartimenti, deciso nella manovra finanziaria di dicembre.
Si aggiungono dunque le entrate extra che d’ora in avanti arriveranno dall’aumento dell’aliquota Irpef, decisa dopo settimane di scontri interni, con un accordo trovato in extremis tra il presidente Marsilio e Lega, Forza Italia e Noi moderati, con un emendamento che ha calato, rispetto alla prima ipotesi licenziata dalla Giunta, dal 3,23% al 2,87% l’aliquota per la fascia intermedia tra 28.000 euro e fino a 50.000 euro. Come invariata resta la terza fascia, oltre i 50.000 euro, al 3,33% con una riduzione dall’1,73% all1,63% i redditi sotto i 28.000 euro.
Incasso stimato dunque circa 42,5 milioni di euro.
Restano, per finire di colmare il buco, i 18,5 milioni di euro, e al tavolo ministeriale non si potrà arrivare con il “pagherò”, ma esibendo entrate certe o almeno credibili.
Da quanto si apprende, dunque questi 18,5 milioni potrebbero arrivare da extra gettiti fiscali che, spiegano i tecnici della Regione, si sono sempre verificati negli ultimi cinque anni, e questo già rappresenterebbe, si spera, una garanzia accettata dal Tavolo. L’alternativa è quella di una nuova e dolorosa manovra correttiva, per la quale andrà preso solenne impegno di approvazione in tempi stretti.
Nel precedente tavolo dell’11 dicembre, il cui verbale è stato reso pubblico da questa testata, si esprimeva già una forte preoccupazione per “il profilarsi di un disavanzo sanitario anche nell’anno 2024, di dimensione rilevante”, e per il fatto che la Regione Abruzzo “non mostra segni di miglioramento dei conti”. Misure “non coerenti con gli obiettivi di risanamento previsti dal Piano di rientro”.
Ed era stato formulato il perentorio invito a predisporre “le misure di copertura normativamente previste per le regioni in piano di rientro”, richiamando “gli automatismi fiscali previsti dalla legislazione vigente, in caso di presenza di disavanzi non coperti”.
Nel verbale del tavolo vengono poi evidenziate criticità più o meno gravi da risolvere e sanare, sui livelli essenziali di assistenza, i Lea.
Risulta infatti per l’area di Assistenza e prevenzione un lieve incremento nel 2023 rispetto all’anno 2022, che però “non consente, tuttavia, di raggiungere il punteggio di adempienza”.
L’area Distrettuale presenta invece “un importante decremento dall’anno 2022 che non permette di rimanere nell’intervallo di adempienza”.
L’area Ospedaliera risulta in miglioramento, visto che “in materia di Prevenzione, con riferimento agli screening oncologici, nell’anno 2023 rilevano un incremento nella percentuale di adesione ai programmi di screening cervicale e mammografico superando la soglia di sufficienza”, mentre invece “l’adesione al programma per il colon-retto risulta stabile rispetto all’annualità precedente e si conferma al di sotto della soglia di sufficienza”.
Cartellino rosso anche sulla mancata attuazione della nuova rete ospedaliera approvata a dicembre 2023, “con particolare riferimento alla trasmissione del progetto sperimentale per il punto nascita di Sulmona”, e soprattutto in merito al processo di individuazione dei due DEA di secondo livello, gli ospedali con tutte le specialità previste dal vigente decreto Lorenzin, che la legge ha rimandato di tre anni, a fine 2026, e che potrebbero essere localizzati con un bacino di 600mila abitanti e in base ai servizi e reparti già esistenti, eventualmente da implementare, sulla costa o a Pescara o oppure a Chieti, nell’entroterra o a L’Aquila oppure Teramo.




