ROMA – A tre mesi dal crollo del ponte Morandi, è legge il decreto su Genova e altre emergenze.
Il testo, riporta l’Ansa, è stato approvato dal Senato con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astensioni.
Il provvedimento era passato alla Camera il primo novembre, dopo una seduta notturna. Pugno alzato in Aula da parte del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.
L’Aula del Senato aveva sospeso per qualche minuto la seduta dopo l’approvazione del decreto e altre emergenze, in un clima di bagarre.
Poco prima, alcuni senatori del Pd avevano mostrato il fascicolo del provvedimento, con il presidente del Senato Casellati che ha subito chiesto di mettere giù i fascicoli.
Non era in Aula il senatore M5s Gregorio De Falco quando il decreto Genova è andato in votazione. Il senatore, intercettato fuori dall’Aula, ha mostrato sorpresa alla notizia dell’avvenuta votazione: “Hanno votato? Ma la seduta non era sospesa?”, ha affermato correndo verso l’Aula.
“Quei 43 morti pesano sulla coscienza di tutti: francamente avrei desiderato un’Aula diversa”, ha detto con un certo rammarico, rispetto agli scontri in Aula, la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, raccogliendo applausi.
“Genova è ancora una ferita aperta, quindi accolgo l’invito del Senatore Marcucci e rispettare un minuto di silenzio”, ha aggiunto Casellati, dando inizio a un minuto di silenzio dell’Aula.
Soddisfazione dal premeir, Giuseppe Conte: “Il decreto Genova è legge. Risorse e aiuti concreti alle famiglie che hanno perso la casa, sostegno a imprese e cittadini. Avevo promesso che non avrei mai abbandonato la città in ginocchio. Il governo è al vostro fianco, Genova si rialza”, scrive, in un tweet.



