L’AQUILA – Il passo da non sbagliare è in rossoblù. Dopo quello azzeccato con enorme fatica a Chieti, dopo tanto soffrire per un bruttissimo infortunio al piede, dopo la maledetta inattività.
Claudio De Sousa, 28 anni il prossimo 10 agosto, è tornato a esultare per il pallone e vuole rinascere di nuovo, stavolta con L’Aquila Calcio.
Nella gioventù più spensierata si mette in mostra con le giovanili della Lazio. Attaccante di talento, con fisico voglia di emergere. La serie A con i biancazzurri, dopo la parentesi nel ‘parcheggio’ della Lodigiani, proprio lui che da bambino tifava Roma.
Quattro presenze e un gol, l’unico nella massima serie, in Lazio-Messina 2-0. La Lazio che ha ancora nel cuore.
Poi il Torino in B, campionato vinto. Poi Catanzaro, Ancona, tra B e C1. Quindi Pescara, ancora C1, oggi Prima Divisione, ma gli infortuni sono dietro l’angolo. Il piede non ne vuole sapere di starsene tranquillo e così tutto si compromette.
Tosta rimettersi in forma, ricominciare da dove avevi lasciato, anzi da qualche metro indietro. De Sousa però si ritrova e rinasce una prima volta con il Murata, formazione di San Marino, un campionato tutto loro. Si vedono pure i gol, 19, lui che non è che ne avesse segnati a grappoli.
A quel punto si fa vivo il Chieti, stagione 2012-2013. Qualcuno storce il naso, altri sono pronti a scommetterci per la Seconda Divisione, al secolo C2. E Claudio De Sousa, pelle scura e accento romano, rinasce una seconda volta.
Anche grazie ai suoi gol la formazione neroverde guidata da Tiziano De Patre ottiene la semifinale play off.
Contro L’Aquila Calcio, formazione più esperta e società più danarosa che alla fine vincerà il doppio confronto e silurerà in finale gli altri cugini abruzzesi, i diavoli teramani, tornando in C1 a 13 anni di distanza dalla gloria al ‘Partenio’ di Avellino, gara secca contro l’Acireale, 0-0 e tripudio grazie al miglior piazzamento nella regular season.
De Sousa il suo contro i rossoblù aquilani lo fa e buca pure la rete della speranza nel match di ritorno, dopo la sconfitta per 2-0 all’Aquila, ma non basta, il Chieti dei miracoli si ferma dopo aver lottato e giocato bene, ma l’esperienza della squadra di mister Giovanni Pagliari, oggi suo allenatore, alla fine la spunta sui giovani e volenterosi teatini.
Per il bomber arriva l’ora di cambiare aria, la società che ha scommesso su di lui non se la passa bene.
L’Aquila, che nel frattempo ha festeggiato il ritorno in Prima Divisione, si organizza con la conferma di alcuni big e tanti giovani di belle speranze, specie dalla primavera della Roma e del Pescara, ma ha bisogno di un altro crack, uno che faccia fare il salto di qualità a una squadra che intende guardare al futuro in un torneo peraltro senza retrocessione.
Alla fine la firma arriva. La corte rossoblù funziona, il bomber accetta e si prende un biennale sotto il Gran Sasso, dove ritroverà se tutto andrà bene un compagno ex Chieti, il centrocampista Lorenzo Del Pinto, l’aquilano di Scoppito.
“Ho scelto L’Aquila perché mi ha convinto il progetto societario e perché, per un passo importantissimo della mia carriera, ho bisogno di una piazza ambiziosa e con un ambiente che dia serenità ai giocatori”, spiega confidandosi ad AbruzzoWeb.
De Sousa, più chiaro di così non poteva essere.
Sono felicissimo di aver firmato con i rossoblù. Questa è la piazza ideale per esprimersi al meglio, ha un progetto tecnico molto serio, una società solida e preparata, la squadra ha un’ottima ossatura e gli acquisti promettono bene. Mi sono sentito subito parte di questa realtà, dopo una bellissima stagione con il Chieti, società e tifoseria che non finirò mai di ringraziare, purtroppo finita in semifinale. Avevo bisogno di certezze, le ho trovate all’Aquila.
Ha addirittura scartato qualche ipotesi più grande.
Il progetto dell’Aquila Calcio è grande.
Sarà un campionato senza retrocessioni. Crede che si rivelerà un’arma a doppio taglio, nel senso che si corre il rischio di veder giocare squadre che se ne fregano?
No, anzi, credo che ci sarà una tranquillità molto positiva. Una squadra senza pressioni può fare benissimo.
L’Aquila Calcio l’ha scelta insieme a delle promesse. Lei e altri adulti dovrete dare l’esempio a chi sta crescendo.
Ne sono consapevole. Lo faremo senz’altro, per quel che mi riguarda l’ho già fatto a Chieti. Io sono il primo a mettermi in discussione sempre, a cominciare dagli allenamenti. I ragazzi più giovani faranno lo stesso.
Lei si trova in un momento delicato della carriera. Non è più giovanissimo e non è ancora vecchio. Insomma, nel pieno della maturità, ma con l’obbligo di vendicare gli infortuni che le hanno impedito di giocare a livelli più alti.
Lo so bene, ma ho forza, voglia di fare bene, non ho paura di niente, questo è un passo troppo grande e importante per essere vanificato. Anche a Chieti mi sono trovato in una situazione delicata, avevo alle spalle un periodo terribile, dai 24 anni in poi le cose sono andate storte ma ho creduto nelle mie capacità e nella mia tenacia. I risultati e i gol sono arrivati. Alla fine è sempre il campo che parla per noi calciatori.
La città in cui dovrà vivere per i prossimi due anni soffre un complicato post-sisma. A voi del calcio toccherà fare bene anche per dare uno stimolo positivo in più ai tifosi.
È vero e mi rende ancora più orgoglioso di questa maglia. Giocheremo bene e faremo del nostro meglio per far esultare i tifosi e dar loro belle sensazioni, per alleggerire il peso che si ha quando si vive in un luogo sostanzialmente senza centro storico. Ho già avuto modo di vedere qualche pezzo di città, mi ha fatto impressione.
In molti, troppi punti è ancora tutto fermo. Allora, ognuno nel proprio settore professionale e sociale deve dare il meglio per ricostruire questa città così bella. Io sono qui per completare la mia ricostruzione, L’Aquila merita di essere ricostruita, allora anch’io suderò per fare la mia piccolissima parte.
A Chieti ha lasciato un bellissimo ricordo. Avesse vinto i play off, sarebbe rimasto?
Non so, lì la situazione non è facile, la società è in difficoltà. Però non potrò mai dimenticare il bene che ho ricevuto dalla dirigenza e dalla tifoseria. Chieti è nel mio cuore ci resterà per sempre. E poi, contro L’Aquila si è perso per mancanza di esperienza, in campo io e i miei ex compagni abbiamo giocato alla pari, non sfigurando al cospetto di una formazione costruita per vincere il campionato.
L’Aquila può provare a salire in Serie B?
Abbiamo le qualità per far vedere ottime cose. Se saremo davvero bellissimi come credo lo dirà il campo.






