L’AQUILA – “Il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha sempre avuto il pallino della infrastrutturazione dell’Abruzzo, quando era sindaco di Pescara ed io ero assessore regionale ai Lavori pubblici ci siamo trovati d’accordo su molte idee. Purtroppo, però, ha un pregio-difetto, cioè quello del ‘se lo faccio io mi fido, se non lo faccio io non mi fido’”.

Questo uno dei giudizi espressi ai microfoni di AbruzzoWeb sul governatore regionale da Giorgio De Matteis, ex vice presidente vicario del Consiglio regionale negli oltre 5 anni di mandato del centrodestra di Gianni Chiodi, oggi consigliere di opposizione al Comune dell’Aquila nello schieramento misto civico-politico L’Aquila città aperta.

“L’amministrazione Chiodi – afferma De Matteis – ebbe da gestire già dai primissimi mesi del mandato il gravissimo problema dell’emergenza terremoto e il problema, che già c’era, urgente, della sanità. A distanza di cinque anni queste situazioni sono evolute in senso positivo, nel bene e nel male. D’Alfonso non è nuovo della politica, ma si scontra con un sistema complesso e difficile da gestire, che avrebbe avuto bisogno di una profonda ristrutturazione, ora vedremo le nomine dei nuovi dipartimenti”.

“E sarò curioso – aggiunge – i capire bene se i raggruppamenti all’interno dei dipartimenti stanno portando via pezzi di amministrazione dall’Aquila a Pescara, bisognerà stare attenti. Purtroppo, gli elettori aquilani hanno privilegiato una sola rappresentanza aquilana”, in riferimento al consigliere del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci e all’esclusione per una manciata di voti del candidato di Forza Italia Luca Ricciuti, sostenuto dallo stesso Gdm nonostante in quel momento afferisse a un altro partito, l’Udc.

De Matteis tocca poi il tema della sanità aquilana, per giorni infuocato sul nome del manager della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, nominato da Chiodi e “puntato” da alcuni esponenti del centrosinistra fresco di vittoria alle Regionali per essere rimosso dalla poltrona ed essere sostotuito con un nome “targato” proprio centrosinistra.

“La senatrice aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane, e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, insieme ad altri chiedevano la sostituzione di Silveri, attraverso la rimodulazione delle Asl abruzzesi, senza conoscere le regole, cosa che ai due capita spesso – polemizza De Matteis – Fondere due Asl provinciali insieme porta via non so quanto tempo. E se fosse andata in porto la riforma del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, i più penalizzati saremmo stati noi”.

“E poi, Silveri aveva un contratto per cui non poteva essere rimosso, Cialente ha dovuto dare un parere positivo, da presidente del comitato ristretto dei Sindaci, per l’operato del manager – ricorda – Se c’erano problemi, andavano trovati prima dell’elezione di D’Alfonso. Il loro è stato un errore politico. Come ha detto l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, il numero delle Asl è un problema irrilevante”.

Sulla “voglia” di D’Alfonso di programmare infrastrutture in una regione poco moderna come l’Abruzzo, De Matteis afferma che “la minidelega all’assessore Donato Di Matteo testimonia come in realtà voglia essere lui a proporre la gestione, e a gestirla di conseguenza, l’attività delle opere di carattere strategico regionale e interregionale. Ma D’Alfonso sa bene che la difficoltà di trovare le risorse finanziarie è enorme”.

“C’è solo una possibilità, usare le risorse che arrivano dall’Europa”, conclude De Matteis. Alberto Orsini