PESCARA – Si è concluso dopo due ore e mezzo l’incidente probatorio a palazzo di Giustizia a Pescara nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto l’ex assessore alla Cultura della regione Abruzzo, Luigi De Fanis, arrestato lo scorso 12 novembre per corruzione e peculato insieme alla sua ex segretaria Lucia Zingariello in relazione a presunte tangenti per eventi culturali.

Massimo Cirulli, difensore dell’ex assessore De Fanis, ha detto: “Siamo sostanzialmente soddisfatti. La credibilità della Zingariello secondo noi è uscita fortemente minata da questo incidente probatorio”.

L’avvocato della donna, Tommaso Navarra, ha detto soltanto: “Siamo soddisfatti di come sono andate le cose in questo incidente probatorio”.

L’avvocato di Ermanno Falone (legale rappresentante di una onlus del vastese coinvolto nell’inchiesta), Angela Pennetta, ha aggiunto: “Siamo soddisfatti perché il nome del nostro assistito non è praticamente mai uscito fuori. Fatichiamo a capire perché siamo in questo processo”.

L’avvocato Pennetta ha anche parlato delle dichiarazioni rilasciate dalla stessa Zingariello davanti al pm Giuseppe Bellelli e al gip Maria Carla Sacco.

“La dottoressa Zingariello – ha detto Pennetta – parlando degli assegni in alcuni casi si è avvalsa della facoltà di non rispondere e in altri ha detto che si trattava di semplici prestiti. La Zingariello ha parlato anche degli incontri fra De Fanis e Mascitti (l’imprenditore culturale che con le sue denunce fece scattare l’inchiesta, ndr), limitandosi a dire aver partecipato come segretaria e di non aver mai sentito e visto nulla di particolare”.

Sui viaggi, l’avvocato Pennetta ha concluso: “Si è parlato dei due viaggi fatti a Bologna e Roma. Nel primo caso per una visita medica della donna, nel secondo per un incontro che l’assessore De Fanis doveva avere con un dirigente di Poste Italiane”.

NESSUNA DOMANDA SUL PRESUNTO CONTRATTO SESSUALE

Nessuna domanda è stata fatta a Lucia Zingariello dal gip, e tantomeno dal pm Bellelli, sul fantomatico contratto sessuale che sarebbe stato sottoscritto tra lei e l’ex assessore regionale alla Cultura, Luigi De Fanis.

È quanto emerso a margine dell’incidente probatorio.

Nessuna domanda perché, hanno chiarito tutti i legali, l’eventuale sottoscrizione del ‘documento’ non ha nessuna attinenza con il processo.

A parlare del contratto era stata la stessa Zingariello ai pm nel raccontare i suoi rapporti con De Fanis, e fotocopia dello scritto era stata fatta trovare dalla stessa Zingariello agli agenti della Forestale il giorno del suo arresto.

Il documento esiste ma non è agli atti semplicemente perché per l’accusa non ha nessuna attinenza con il processo in corso che riguarda le presunte tangenti che De Fanis, con la correità della Zingariello, avrebbe chiesto all’imprenditore culturale Andrea Mascitti.

LA ZINGARIELLO: “SONO SERENA E SODDISFATTA”

“Sono assolutamente serena e soddisfatta dell’incidente probatorio”.

Così Lucia Zingariello appena uscita dal Tribunale a Pescara.

“Si sposta sempre l’attenzione dall’assessore De Fanis, che era il responsabile di tutti, alla mia persona, perché tutti riportate le mie foto, le mie cose, ma non quelle dell’assessore e del reale motivo per cui lui è sotto inchiesta?”, si è chiesta polemicamente.

“Sono assolutamente serena e soddisfatta dell’incidente probatorio. E poi ora – ha quindi sottolineato – ho letto tutto, prima non avevo nessuna documentazione. Il mio nuovo legale ha preso le carte. Sono andata a rendere due interrogatori senza aver letto nulla, interrogatori che tra l’altro confermano ciò che riporta la documentazione reale. Sono stata quindi molto cristallina”.

All’incidente probatorio era presente anche l’imprenditore Mascitti, dalla cui denuncia è partita l’inchiesta denominata “Il Vate”.

Al termine l’imprenditore e la Zingariello si sono salutati. “Mascitti mi ha salutato cordialmente – ha detto l’ex segretaria di De Fanis – è venuto lui da me”.

Non c’è stato invece neanche un incrocio di sguardi tra De Fanis e la donna: “Ero concentrata sull’incidente probatorio”.

Da parte sua l’avvocato difensore della Zingariello, Tommaso Navarra, ha evidenziato che “sono state confermate tutte le dichiarazioni già rese nei precedenti interrogatori di novembre e dicembre scorsi. Si è scesi nel dettaglio di alcune situazioni”.

“Il dettaglio è stato reso nei limiti delle conoscenze, che sono conoscenze non specifiche perché il potere decisionale non era della segretaria ma dell’assessore. Quindi, fermo restando la puntualizzazione dei due profili, la mia assistita non si è sottratta minimamente a nessuna domanda”.

I PM ALLA ZINGARIELLO: “DIA RISPOSTE PIU’ CREDIBILI”

Ha provato a difendersi durante l’incidente probatorio della quale era la protagonista assoluta ma, a un certo punto, la Zingariello si è sentita ribattere dal pm Giuseppe Bellelli di dare risposte più credibili.

In aula davanti al gip Maria Carla Sacco, c’erano tutti i protagonisti dell’inchiesta che il 12 novembre scorso ha portato a cinque misure cautelari per presunte tangenti, ed era presente anche il grande accusatore di De Fanis, l’imprenditore culturale, Andrea Mascitti.

Le domande del gip hanno riguardato il rapporto professionale tra De Fanis e Zingariello specialmente, i viaggi con le automobili a Roma e Bologna, ma anche quei soldi che De Fanis avrebbe più volte girato alla segretaria.

“Aiuti e prestiti personali”, si è giustificata Zingariello. Quando poi hanno chiesto alla segretaria perché avesse registrato e conservato telefonate e mail tra lei e l’assessore, Zingariello si è giustificata dicendo che erano cose personali su mail private.

Anche lei ha negato ovviamente di aver preso tangenti e quando sulla base di risultati dell’inchiesta le hanno chiesto perché i preventivi delle iniziative culturali dovevano essere ‘gonfiati’, Zingariello si è giustificata spiegando che era si era soliti fare così perché poi “in regione i preventivi venivano sempre tagliati e quindi con il rigonfiamento si entrava effettivamente nelle spese”.

I difensori di De Fanis, nel frattempo, concluso l’incidente probatorio, hanno presentato istanza di revoca delle misere cautelari di obbligo di dimora per il loro assistito, spiegando anche che il 6 maggio prossimo scadrebbero comunque i termini come prescritto dal Tribunale del Riesame.

APERTO UN FASCICOLO SULLE DICHIARAZIONI IN TV

Durante la mattinata è stato chiesto espressamente conto alla Zingariello delle sue dichiarazioni durante la trasmissione su La7 con Lilli Gruber.

Il passaggio che ha riguardato la domanda era quello relativo alle dichiarazioni rese in diretta dalla ex segretaria quando ha affermato di essere stata accompagnata da un uomo e non da una donna in bagno il giorno del suo arresto a casa.

Il tutto perché, come ha spiegato la procura, su queste dichiarazioni è stato aperto un fascicolo.

Dopo che la Guardia Forestale ha presentato sui fatti una relazione chiesta dagli stessi pm.