Da Alfonso De Amicis, storico rappresentante aquilano della sinistra di classe, riceviamo e pubblichiamo.
L’AQUILA – Dopo la crisi del 2007-2008, i sommi sacerdoti del neoliberismo europeo hanno rilanciato il loro progetto elitario di una Europa che girasse attorno al sole della Banca centrale europea e delle élite della Commissione. Tradotto: centralizzazione dei poteri portata avanti dai commissari di Bruxelles e verso i quali sempre più i popoli nutrono disprezzo e sfiducia. Da una parte, questi vengono percepiti come sfuggenti al controllo democratico, ma, soprattutto, come responsabili delle politiche classiste dopo gli interventi di Bruxelles nella politica economica dei loro Paesi. Dal 2011 è stato introdotto il cosiddetto “semestre europeo”, nel cui ambito la Commissione Europea può agire direttamente sui bilanci preventivi nazionali.
In tali semestri la Commissione ha chiesto per ben sessantatré volte (!) ai Paesi europei di tagliare la sanità e di accelerare con la privatizzazione degli ospedali. La maggiore pressione è stata esercitata su Paesi come Italia e Spagna, che hanno poi ridotto drammaticamente il numero di posti letto e del personale medico. Un intervento dalle conseguenze letali, tra cui il vero e proprio spolpamento del sistema sanitario, la cronica carenza di posti letto e di personale e le decine di migliaia di morti (evitabili) durante la pandemia Covid-19.
I sommi sacerdoti del liberalismo economico europeo, però, non avevano nel mirino solo la sanità. Circa cinquanta volte, infatti, la Commissione Europea ha chiesto ai governi di introdurre misure per frenare la crescita dei salari; trentotto volte ha dato istruzioni per limitare le tutele nei confronti dei licenziamenti e per cancellare altri diritti dei lavoratori.
Ecco sostanzialmente l’agenda Draghi a cui i governi sia di centrosinistra che di centrodestra devono attenersi. L’evidenza empirica mostra come questa sorta di totalitarismo liberale abbia sussunto ogni specie di opposizione e alternativa. Le cosiddette varianti sui diritti civili sono giostre per evitare riflessioni, discussioni e mobilitazioni sui diritti fondamentali che sono i diritti sociali. E i vari partiti, o meglio, gli aggregati elettorali, sono solo oggetti di una mercificazione ad uso e consumo del mainstream mediatico come un qualsiasi prodotto utile per l’addobbo casalingo. Le polemiche di oggi sono dentro questo solco. Si finisce così per dare credito alla astrusa teoria secondo cui la mancanza di lavoro o di una sanità decente abbiano come causa la furbizia, il fannullone o lo spreco. Il che serve a giustificare la senza sosta distruzione dello stato sociale, di cui la sanità è componente fondamentale. Alla faccia della scienza di cui i sommi sacerdoti di cui sopra si riempiono la bocca un giorno sì e l’altro pure.






