L’AQUILA – Non ci sono i soldi per il carburante dei mezzi, così la mappatura dei danni provocati all’agricoltura dalla gelata di fine aprile in provincia dell’Aquila fatta dalla Regione si ferma a metà lasciando fuori il 50 per cento dei terreni colpiti dalla calamità.
Lo ha denunciato il comitato spontaneo degli amministratori e delle aziende agricole delle valli Peligna, del Tirino, Subequana, dell’Aterno e dell’altopiano di Navelli, costituitosi a Sulmona la scorsa settimana.
“La relazione redatta dagli uffici di Sulmona che dovrebbe essere alla base della richiesta di calamità, così come avevamo previsto, sin dall’incontro di Capestrano è lacunosa ed incompleta”, è stato spiegato in un incontro a Pratola Peligna, “in quanto gli uffici stessi non stati messi in condizione di poter effettuare i controlli sul territorio. Grave, ridicola ed offensiva nei confronti degli agricoltori danneggiati è la motivazione per la quale gli uffici stessi non hanno potuto agire: mancanza di benzina per gli automezzi”.
“L’iter procedurale messo in atto dalla Regione Abruzzo non risponde al protocollo previsto per la gestione delle avversità atmosferiche assimilabili a una calamità naturale, come previsto dagli orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014-2020”, hanno aggiunto gli agricoltori.
“Si sono disattese sia le aspettative che gli annunci fatti dai diversi livelli istituzionali all’indomani dei fatti nel corso dell’incontro di Capestrano e del successivo incontro a Pescara presso l’assessorato il 4 maggio scorso”.
A conclusione del rilievo del danno, “si è registrata l’esclusione di tutto l’Altopiano di Navelli, della Valle Subequana, dello stesso Comune dell’Aquila, seppur le numerose imprese presenti al confronto hanno testimoniato la gravità in cui versano le loro culture”.
“In merito alla stima dei danni, ci si è addirittura rifatti alle produzioni dell’ultimo censimento, ormai dato di 6 anni, quando lo stesso decreto legislativo 102 del 2004 indica espressamente che la stima dev’essere effettuata sulla scorta delle produzioni dell’ultimo triennio”, è stato spiegato.
“Gli estensori della relazione si sono dovuti basare su informazioni parziali, con stime altrettanto parziali e, secondo noi infondate, ottenute a tavolino, da imprese o da foto fornite da imprese di cui ignoriamo i criteri di individuazione e selezione”.
Il presidente della Commissione Agricoltura Lorenzo Berardinetti, presente all’incontro, ha intanto accolto la richiesta del comitato di essere ascoltato in Commissione. I produttori chiedono nel frattempo alla Regione di sospendere il pagamento di imposte dirette ed indirette riconducibili alla fiscalità regionale.
“I risultati che si otterrano si dovranno solo ai produttori e agli amministratori locali – precisa il portavoce Alfonso D’Alfonso – riconosciamo il lavoro di Berardinetti che ha saputo ricondurre in sede istituzionale i problemi dei territori colpiti dagli eventi calamitosi”.
D’Alfonso ribadisce poi “la totale estraneità del comitato a logiche e dinamiche politiche, partitiche e di organizzazioni di categoria alle quali chiediamo con forza di fare il proprio dovere fino in fondo a tutela dei propri iscritti”.
“Non consentiremo a nessuno di mettere il cappello rivendicando meriti di azioni che vengono portate avanti con determinazione dalle singole aziende”, aggiunge.
Al confronto, tra gli altri, Ombretta Petrella delle omonime aziende di Pratola Peligna, Massimiliano Pellegrini responsabile Sipa di Sulmona, i produttori Franco Andreazzi, Bruno Rosso, Dino Rossi e Paolo Simoni, il direttore Generale della Bcc di Pratola, Silvio Lancione, il dirigente della Protezione civile Carlo Maria Speranza, l’agronomo Renato Palombizio, il presidente del Consorzio di Bonifica Bacino Aterno e Sagittario Fiorenzo Schiavitti.
I sindaci di San Demetrio Silvano Cappelli, di Navelli Paolo Federico, di Roccacasale Enrico Pace ed il vice sindaco di Pratola Peligna, Costantino Cianfaglione.






