ROCCA DI CAMBIO – “Con la burocrazia ma soprattutto coi vincoli che ci sono oggi, la realizzazione di Campo Felice non sarebbe mai possibile”.

Il sindaco di Rocca di Cambio (L’Aquila) Gennarino Di Stefano quasi si commuove a ricordare Aldo Jacovitti, a cui si deve la realizzazione della stazione sciistica più grande del centro-sud, morto ieri all’età di 93 anni.

“Lascia tutto quello che ha oggi Rocca di Cambio rispetto a quello che aveva sessant’anni fa – dice Di Stefano – quando Jacovitti ha iniziato a trasformare il paese da agro silvo pastorale a turistico, costruendo due alberghi, portando personalità del mondo della cultura e dello spettacolo e facendo progetti lungimranti per quello che è poi diventata Rocca di Cambio e tutto l’Altipiano”.

Si deve all’intuizione di quel petroliere originario del comune più alto degli Appennini, infatti, la realizzazione alla fine degli anni Sessanta, dopo l’esperienza da sindaco, di quella che sembrava un’idea visionaria.

Una effervescenza quasi straripante che non si esaurì con l’apertura dei 15 impianti, ma che continuò “con l’innovazione del 1992 – racconta Di Stefano – che ne fece la terza stazione italiana, dopo Madonna di Campiglio e Sestriere, dotata di impianto di innevamento artificiale”.

“In paese delle resistenze ci furono, com’è normale, ma con il senno di poi possiamo dire che aveva ragione. Oggi – aggiunge il sindaco – una cosa di quel tipo non si sarebbe potuta fare. I progetti che l’amministrazione ha in campo incontrano mille ostacoli, pur essendo rispettosi della natura”.

Sua anche l’idea della galleria Serralunga di collegamento tra Campo Felice e l’Altipiano delle Rocche, partorita negli anni Ottanta anche se ha visto la luce solo un trentennio dopo.

Imprenditore del petrolio, era sua la società più grande d’Italia, la Clasa, “che vendette all’Agip – ricorda il sindaco – per dedicarsi ad altro e anche ad un meritato riposo”.

Jacovitti “ha lasciato un bellissimo ricordo, tanti hanno ricevuto il suo aiuto, basti pensare al solo massiccio impiego di manodopera a Campo Felice, che per una vita ha impegnato personale di Rocca di Cambio”.

Il Comune, annuncia infine il sindaco, sta valutando come rendergli omaggio. Tra le ipotesi c’è l’intitolazione del nuovo centro plifunzionale sede della pro loco, da poco ricostruito dopo il terremoto.