PESCARA – “Sono stato a Bruxelles presso uno dei migliori studi del mondo, l’S51, dove ha attinto di lì il meglio delle metropoli europee e quando mi sono presentato come Luciano D’Alfonso mi è stato risposto con un nome: Toyo Ito“.

Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo ed ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, a margine della cerimonia di posa della prima pietra del Ponte Nuovo.

Il riferimento è allo “Huge Wine Glass”, l’opera dell’archistar giapponese fortemente voluta da D’Alfonso ai tempi della fascia tricolore ma che si è trasformata in una buccia di banana quando il calice di polimetilmetacrilato è fracassato su se stesso, costringendo il Comune a tenerlo imbragato per anni e anni finché l’opera non è stata rimossa e sostituita da un’aiuola.

Ma dopo l’addio di Luigi Albore Mascia, D’Alfonso ha altri piani. “Pescara tornerà ad avere l’opera di questo artista che l’ha resa una città famosa nel mondo e troveremo le condizioni ottimali affinché non subisca danni”, ha promesso. (alb.or.)