L’AQUILA – Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso va in visita a Santa Maria del Ponte, frazione del Comune di Tione degli Abruzzi, (L’Aquila), per l’inizio dei lavori di consolidamento e restauro della splendida chiesa di Santa Maria Assunta, danneggiata dal terremoto, ma ad accoglierlo non c’è il sindaco Tullio Camilli.

Un episodio che fa urlare allo scandalo l’opposizione, ovvero i tre consiglieri della lista civica “3 in 1 in comune” Antonella Laurenzi, Mario Mariani e Nello Avellani.

“Era un momento importantissimo per la nostra comunità – scrivono in una nota – duramente provata dal sisma del 6 aprile 2009: la chiesa di Santa Maria Assunta, infatti, è uno dei tesori identitari del territorio. Peccato che l’amministrazione comunale non abbia partecipato: evidentemente, il sindaco e, con lui, vicesindaco e assessore, avevano altro da fare. A rappresentare il Comune di Tione degli Abruzzi c’erano soltanto alcuni cittadini e il nostro consigliere di minoranza di Santa Maria del Ponte, Mario Mariani”.

“Non si tratta soltanto di uno ‘sgarbo’ istituzionale – si legge ancora nella nota – si tratta anche e soprattutto dell’ennesima occasione persa per far uscire dall’isolamento il nostro Comune. La visita del presidente D’Alfonso poteva rappresentare un momento importante per discutere dei problemi che vive la Valle Subequana, capire se ci sono margini per immaginare progetti e ottenere finanziamenti”.

Al contrario, scrivono ancora i tre consiglieri, “siamo qui a raccontare dell’ennesima brutta figura, per il nostro Comune. Devono essere davvero molto impegnati, i nostri amministratori, se è vero che oltre a non avere tempo per partecipare ai bandi che – di tanto in tanto – offrono opportunità ai piccoli comuni, e pensiamo soltanto al bando ‘6 mila campanili’ e al provvedimento ‘Sblocca Italia’ che assicurava fondi ai progetti presentati dalle amministrazioni delle aree interne, non hanno neppure trovato tempo e modo di accogliere il presidente della Giunta regionale. Così, purtroppo, i nostri paesi ‘muoiono’ nell’isolamento, e non si tratta di processi inevitabili, piuttosto causati da incapacità e disattenzione”.

Non si fattendere però la nota stizzita del vicesindaco Antonio Erato, che accusa la minoranza di aver “architettato una visita a sorpresa”, senza avvertire l’amministrazione, solo per screditarne l’operato.

E diffida in particolare il consigliere Avellani, giornalista e candidato sindaco, dal “pubblicare cose non veritiere”.

“Carissimo consigliere (di minoranza) Avellani Nello – scrive Erato – leggo con profonda amarezza la solita barzelletta da voi architettata. Ci tengo a precisare che nessuno e sottolineo nessuno di noi amministratori era a conoscenza di questa visita importate”.

“Chiedendo spiegazioni appena appreso mi veniva risposto da chi dice aver organizzato il tutto (non noi amministratori) – incalza Erato – che era stato improvvisato tutto all’ultimo momento. Continuo a stupirmi di questa entità superiore che si permette di scavalcare il comune in questi compiti istituzionali.Cosa porta a ciò la paura di non poter primeggiare?”.

“Comunque a nome di tutti i miei colleghi amministratori – minaccia infine Erato – diffido te dal pubblicare cose non veritiere e atte a screditare noi amministratori. Metterò al corrente il presidente D’Alfonso di questo gioco sporco messo in atto”.