L’AQUILA – Lavoro, infrastrutture e stabilire rapporti e collegamenti da macroregione con il Lazio e l’Umbria.

Per Luciano D’Alfonso, candidato del Partito democratico alle primarie del centrosinistra in vista delle elezioni regionali del prossimo 25 maggio, l’Abruzzo ha bisogno urgente di queste tre ‘voci’.

L’ex sindaco di Pescara ha fatto visita oggi all’Aquila, con un incontro nella sala conferenze dell’Hotel Canadian, per ‘benedire’ il consigliere provinciale dell’Aquila e presidente della commissione di Vigilanza e controllo Lucia Pandolfi, candidato consigliere di riferimento, e il presidente dell’associazione “Insieme”, l’avvocato aquilano Antonio Valentini, in appoggio alla Pandolfi.

Presenti, tra gli altri, Luigi Fabiani, ex presidente dell’Asm, e l’ex vice sindaco dell’Aquila, dimissionario, Roberto Riga, indagato nell’inchiesta ‘Do ut des’ su presunte tangenti legate alla ricostruzione del capoluogo abruzzese terremotato, e l’assessore comunale alle Opere pubbliche, Alfredo Moroni. A spiccare in sala, però, è stata l’assenza  dei tre big del centrosinistra aquilano: il sindaco, Massimo Cialente, la senatrice Stefania Pezzopane (possibile vice presidente se D’Alfonso centrasse la vittoria da governatore regionale), e l’ex sottosegretario Giovanni Lolli.

E un messaggio a Cialente, primo ‘sponsor’ ideologico e politico dell’aeroporto dei Parchi, è arrivato da D’Alfonso, un no implicito, quindi, alla vocazione al volo commerciale sostenuta dal progetto di “nuovo corso” sposato dal Comune capoluogo e lanciato dalla società Xpress, almeno a parole, visto che finora è atterrato un solo volo dimostrativo e non ci sono compagnie interessate a voli di linea da e per L’Aquila.

Io lo vedo come uno scalo di protezione civile”, il che vuol dire che è buono solo in caso di incendi o altre attività di protezione civile, ma per il volo passeggeri c’è solo l’Aeroporto d’Abruzzo, quello di Pescara.

“Una regione che si dichiara civile non può prescindere dalle infrastrutture – le parole di D’Alfonso – l’Abruzzo ne ha bisogno, come ha bisogno di lavoro. Ed è evidente che quando si parla di lavoro, non si può fare a meno di puntare al più grande cantiere d’Europa, quello dell’Aquila da ricostruire”.

“Si deve pensare a una unione con il Lazio e l’Umbria, per restituire al centro Italia l’importanza che ha sempre avuto”, ha aggiunto D’Alfonso, accolto da un centinaio di elettori e da alcuni esponenti del mondo dei professionisti dell’Aquila, tra cui il ginecologo Giulio Mascaretti.

“A D’Alfonso darò un sostegno da povero amministratore che da 21 anni si interessa di questo territorio – ha dichiarato la Pandolfi – spero altri facciano lo stesso per formare una squadra che stia in una regione del fare”.

“Luciano ha una grande esperienza, lo ha dimostrato da sindaco a Pescara e lo farà anche da presidente della Regione”, ha detto ancora.
Per Valentini, “all’Aquila c’è tutto da ricostruire. Ci hanno fatto diventare dei desaparecidos, speriamo non ci facciano diventare ‘descamisados’, perché quando non c’è più lavoro, quando i laureati vanno via, quando la gente se ne va, gli operai non trovano lavoro, è la fine”.

“L’Aquila è la città più importante d’Abruzzo con la sua specificità, Pescara ha la sua importanza con altre specificità, quindi nessun problema con la provenienza politica e anagrafica di D’Alfonso”, ha aggiunto l’avvocato aquilano. Roberto Santilli