L’AQUILA – “La richiesta di rinvio in Commissione per dubbi di natura costituzionale del progetto di legge anti-metanodotto avanzata da Gianni Chiodi ha suscitato l’ilarità ed il sarcasmo di molti consiglieri”. È quanto afferma il consigliere regionale dell’Idv Cesare D’Alessandro.

“I presenti, infatti – sottolinea D’Alessandro – erano in possesso del prescritto parere dell’ufficio legislativo del Consiglio regionale che, in precedenza e da molti giorni, aveva espresso il positivo parere di costituzionalità del provvedimento”.

“C’è da dire – ha aggiunto l’esponente Idv – che Chiodi era persino all’oscuro del parere positivo espresso in Commissione dal direttore degli Affari della presidenza, Antonio Sorgi“.

“Ma se Chiodi non si legge neppure le carte che lo riguardano, a chi risponde dei suoi gesti politici? È la domanda che molti si pongono e che si sono posti i sindaci della Valle Peligna, inviperiti dall’atteggiamento cocciuto e disinformato del Presidente della Regione. L’Italia dei valori – conclude D’Alessandro – ritiene superfluo ogni ulteriore commento ad un comportamento da sanzionare, al limite dell’inverosimile”.