L’AQUILA – “La direzione distrettuale antimafia ha attualmente in corso numerose indagini per terrorismo internazionale”.

Lo ha rivelato il procuratore generale della Corte d’appello dell’aquila, Pietro Mennini, nel corso dell’intervento tenuto nella cerimonia di apertura dell’anno giudiziario in Abruzzo.

La fonte citata dal magistrato è riferita al procuratore della Repubblica e procuratore distrettuale antimafia e antiterrorismo del capoluogo, Michele Renzo, che ha competenza sull’intera regione.

“L’azione di contrasto è assicurata anche a mezzo di intercettazione preventive – ha spiegato ancora Mennini –  Si tratta di operazioni sempre estremamente complesse,vuoi per la natura delle condotte investigative, vuoi per le caratteristiche soggettive degli indagati, in massima parte stranieri che comunicano in lingua araba”.

Il pg ha sottolineato le difficoltà di indagine perché “proprio in questa fase emergono le maggiori difficoltà operative in quanto, ormai, è ormai un dato acquisito l’abbandono da parte degli indagati dei canali tradizionali come email e telefono a favore dei social media, la cui intercettazione richiede l’accesso agli smartphone e la loro ‘infezione’”.

Il procuratore ha annunciato che “questo ufficio ha sperimentato con successo il metodo che punta a seguire le tracce delle rimesse finanziarie e organizzative islamiche basate in territori nevralgici per le organizzazioni terroristiche”.

LE INDAGINI SULLE TRAGEDIE

Dalla tragedia dell’hotel Rigopiano, con le contemporanee emergenze neve e terremoti, agli incendi dolosi che in estate hanno devastato il monte Morrone: il presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, nella sua relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto abruzzese, ha ricordato che “inevitabilmente” queste vicende sono consegnate “all’attenzione della magistratura che, ancora una volta, in questa terra dei Parchi, protetta eppure fragile nella sua bellezza, è chiamata a svolgere la sua funzione per accertare eventuali responsabilità, di natura commissiva o omissiva che siano, tanto dei privati cittadini, quanto di chi sia investito di funzioni pubbliche nel campo della prevenzione, della gestione delle emergenze, della comunicazione del rischio”.

Francabandera ha ricordato che la cerimonia dello scorso anno “cadde a poca distanza dai giorni terribili dell’emergenza neve e terremoto, dalla tragedia di Rigopiano cui fece seguito il grave incidente di Campo Felice, che tanti morti e tanto dolore hanno causato, lasciando la comunità abruzzese una ferita che sarà difficile da rimarginare e che si aggiunge a quella, mai chiusa, del terremoto aquilano e delle sue vittime”.

Toni duri quelli usati dal presidente della Corte d’Appello, nel passaggio della sua relazione in merito alle indagini sugli incendi che nell’estate 2017 hanno devastato le montagne abruzzesi.

“Se vittime umane non ci sono fortunatamente state nella stagione degli incendi, non possiamo non ricordare l’inferno vissuto dalle popolazioni del territorio di Sulmona (L’Aquila), nell’agosto scorso, quando la forza potente del fuoco ha devastato per settimane intere i boschi del Morrone, come era accaduto qualche giorno prima sotto il Gran Sasso, a Fonte Vetica, facilitata sì dalle condizioni di particolare siccità e forse dalla trascuratezza del sottobosco, ma certo non estranea alla mano dell’uomo; quella criminale che vuole il disastro e quella dell’imprudenza, della sciatteria, forse ancora più pericolosa perché del tutto imprevedibile”.

IN ABRUZZO AUMENTANO DENUNCE PER VIOLENZA

“Crescono le denunce per reati espressivi di violenza di genere: stalking soprattutto, ma anche reati contro la libertà sessuale, in taluni casi con vittime minorenni, maltrattamenti in famiglia”, come anche episodi di violenza sui minori e bullismo.

A segnalarlo oggi, nel corso della sua relazione in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, la presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera.

A suo dire, comunque, il dato statistico in crescita “va visto con favore perché indicativo non già di un incremento reale, ma di più frequente emersione del fenomeno”.

“L’attenzione deve, tuttavia, rimanere alta sul piano della risposta di legalità nei confronti di condotte espressive di mentalità che pensavamo sepolte da anni di cultura della parità”, avverte, evidenziando poi che “i dirigenti degli uffici minorili, denunciano il costante aumento delle segnalazioni di minorenni coinvolti in casi, anche molto gravi, di violenza domestica o di genere. Quest’anno il Tribunale per i Minori ha adottato ben 15 provvedimenti urgenti di allontanamento del genitore maltrattante, in genere il padre convivente”.

Sempre per la Francabandera, è “in costante aumento l’emergere negli adolescenti di ‘buona famiglia’, specialmente di sesso femminile, di gravi problematiche psico-patologiche, quali disturbi alimentari, atti di autolesionismo spinti talvolta fino a tentativi di suicidio”.

Sono segnalati in aumento anche “i fatti di violenza tra pari”, “molte condotte che, quando non sfociano in fatti di rilevanza penale, esitano spesso in fenomeni di bullismo e cyber-bullismo, sempre più diffusi malgrado le numerose attività di prevenzione sul territorio”.

“La diffusione della violenza nei rapporti interpersonali trova una precisa fotografia, in controtendenza con quanto osservato per gli adulti, nel significativo aumento dei reati commessi da autori minorenni – ha concluso – Soprattutto lesioni volontarie, violenze sessuale, stalking, rissa, rapine e estorsioni”.

“CERTEZZE SU ACCORPAMENTO TRIBUNALI”

“Sarebbero auspicabili al più presto certezze, in un senso o nell’altro”, secondo la presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, “sull’accorpamento dei tribunali subprovinciali di Sulmona e Avezzano, prorogato al 2020”.

L’appello è giunto oggi nel corso della sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

La magistratura chiede certezze “per programmare il complesso lavoro che deve necessariamente precedere la concreta fattibilità dell’accorpamento e che solo potrebbe garantirne il buon esito”. In tal senso, secondo la Francabandera, “un tema che dovrà essere ripreso è quello della creazione di una cittadella giudiziaria intorno al Palazzo di Giustizia”.

“IMMIGRAZIONE, OCCIDENTE DOVRÀ A LUNGO FARCI I CONTI”

“Il fenomeno dell’immigrazione è antico quanto l’uomo, la modernità l’ha solo ampliato e facilitato; con esso il prospero Occidente dovrà a lungo fare i conti, almeno fino a quando non si attenueranno le intollerabili situazioni di miseria che affliggono tante parti del mondo a noi vicine, e ognuno potrà trovare nel proprio Paese le ragioni di una vita degna di essere vissuta”.

Così la presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, nel corso della cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario.

“Alla giurisdizione non compete certo la soluzione di problemi di tale portata – ha aggiunto – ma è certo che essa è chiamata a dare tutela ai diritti di chi, uomo, donna, bambino, bambina, nell’unicità di ogni storia personale, è presente nel nostro Paese”.

“Questa è la misura della civiltà di uno Stato, nel dovuto bilanciamento di tutele e sicurezze ai cittadini”, ha affermato ancora, scagliandosi contro il “nuovo egoismo del benessere, del lavoro, della salute, che enfatizza la limitatezza delle risorse economiche per farne il confine di diritti che si ritengono solo divisibili e giammai moltiplicabili”.

Da questo derivano, per la Francabandera, “le gerarchie tra persone”, definite “mutevoli come è mutevole il mondo: le donne, i meridionali, ieri; gli immigrati, oggi, non importa se regolari o meno, se richiedenti asilo o ‘economici’ – ha concluso – accomunati in un unicum indistinto che cancella le identità, le storie, le culture”.

“LEGGI RAZZIALI FAMIGERATE”

“Quest’anno celebriamo due importanti anniversari: uno da stigmatizzare, l’altro di cui essere orgogliosi: gli 80 anni delle famigerate leggi razziali del ’38 e la giornata della Memoria”.

È quanto sottolineato dal presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, nella relazione presentata alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto abruzzese, in corso nel capoluogo.

A proposito delle “famigerate leggi razziali” Francabandera ha parlato di “quel complesso e aberrante sistema di ‘difesa della razza’, che si proponeva di escludere e separare gli ebrei dal resto del paese, leggi che talvolta sono state oggetto di una lettura riduttiva e autoindulgente, e che il presidente Mattarella ha voluto ricordare ancora una volta pochi giorni fa, come un momento buio della nostra storia, nominando senatrice a vita, liliana segre, che la durezza e l’ingiustizia di quelle leggi subì sulla sua pelle di bambina e che oggi puo” portare nel cuore delle istituzioni repubblicane la sua alta testimonianza”.

Secondo l’alto magistrato, il presidente della Repubblica “lo ha fatto adesso, non a caso, in un momento in cui la memoria, di cui oggi celebriamo la Giornata (ed è questo il motivo della presenza, inusuale, degli studenti), sembra affievolirsi e il fascismo torna a dispiegare i suoi vessilli in molte capitali europee, nelle mani di giovani ignari della storia”.

“Le parole d’ordine, adesso, sono quelle della difesa dei confini, non già da guerre o invasioni ma da uomini e donne che hanno l’unica colpa di cercare un posto dive vivere migliore di quello che sono costretti ad abbandonare, a rischio della loro vita di quella dei loro figli”.