WADI AD DAVASIR – Un’altra tappona da brivido con i suoi 877 chilometri, quella di oggi, e di nuovo i fratelli Totani sono partiti un pochino indietro, dalla 89. posizione, alle 7.51 di stamattina rispetto alle 6,10 di Nasser Al Attiyah partito davanti a tutti per questa settima tappa della Dakar 2026. Ma non è stato tanto l’ordine di partenza quanto il fatto che davanti a loro Silvio e Tito abbiano trovato almeno 20 SSV e una decina di camion che gli hanno reso la vita un po’ più complicata.
Lo spiega benissimo Tito Totani, il copilota, che ha il ruolo di avvisare chi li precede della loro presenza, come previsto dal regolamento, chiedendo attraverso il Sentinel di agevolare il sorpasso: “Questo in teoria – dice Tito – ma la verità è che anche se tu vai a 160 km/h o anche a 170, contro i loro 130 km/h ci vogliono almeno due o tre minuti per avvicinarti abbastanza da poter tentare il sorpasso e tutto ciò avviene nella polvere che toglie completamente visibilità, senza contare, nelle zone pietrose, tutti i sassi che ti schizzano addosso tirati dalle gomme degli altri veicoli”.
Una situazione di stress quasi perenne quando parti così indietro e soprattutto quando parti a trenta secondi di distanza dal veicolo che ti precede: “Tradotto – dice Silvio – significa che al massimo entro dieci chilometri sei già nella polvere dell’equipaggio che è partito prima di te e devi anche pensare alle spalle, e a chi è partito dietro di te e che probabilmente starà vivendo la stessa situazione”. A parte tutto questo la speciale è andata bene: “Molti terreni diversi, piste dure, poi sabbiose, poi qualche chilometro di dune e la nostra MonnaLisa si è comportata alla grandissima”.
Dopo la lunga revisione di ieri infatti, il buggy due ruote motrici degli aquilani oggi era praticamente un veicolo nuovo e ha dimostrato tutto il suo potenziale. Alla fine della tappa i fratelli sono arrivati in 66. posizione con un ritardo dal primo di una cinquantina di minuti, oltre a una penalità di un minuto e trenta. “Siamo contenti della speciale, siamo andati bene anche se a venti chilometri dalla fine abbiamo forato e abbiamo perso qualche minuto a sostituire la gomma. C’è stato un piccolo errore di navigazione in tutta la tappa ma lo abbiamo recuperato senza perdere tempo, quindi in effetti siamo soddisfatti della giornata”. Nella classifica pulita da camion e SSV sono 44esimi mentre in quella riservata ai veicoli due ruote motrici, la T1.2, sono quarti.
La soddisfazione della giornata è culminata stasera in una bella pastasciutta preparata da Silvio Totani per la compagnia, con il pensiero già a domani, all’ottava tappa, un anello con partenza e arrivo sempre da Wadi Ad Dawasir. 721 i chilometri complessivi con un primo trasferimento alla mattina di 120 chilometri e una speciale da 483, uguale per tutti, moto e auto. Al termine, un altro trasferimento da 118 chilometri riporterà tutti al bivacco dove le assistenze domani, non dovendo viaggiare, potranno rilassarsi.
Partenza della prima vettura alle 7,15 e si tratta di Mattias Ekstrom che è il primo pilota quest’anno alla Dakar ad aver bissato il successo in una tappa. Nella quinta tappa avevamo pensato che fosse stato Mitch Gutrie a farlo ma la sospensione della penalità a Nani Roma, due giorni dopo, aveva rimesso la vittoria della 5. tappa nelle mani del catalano. Sei vincitori diversi dunque, per sei tappe, fino ad oggi, con il secondo successo dello svedese.
Qualche colpo di scena proprio sul finire della speciale ha rimescolato un po’ le posizioni nella classifica di tappa con Al Attiyah undicesimo ed Henk Lategan tredicesimo dopo aver più o meno condotto per tutto il settore. Nella classifica generale al comando c’è ancora Al Attiyah ma alle sue spalle la battaglia si è fatta davvero incandescente.






