L’AQUILA – “Nuovo umanesimo delle montagne”, definizione evocativa coniata dal poeta e “paesologo” Franco Arminio, come progetto e ambizione che potrebbe sottrarre i piccoli paesi dell’entroterra italiano al loro destino di spopolamento, o almeno rappresentare il loro canto del cigno, a dimostrare al mondo che quello che si sta perdendo è stato un tempo la culla della civiltà occidentale.

Un esempio di questo nuovo umanesimo lo troviamo nell’Abruzzo aquilano, a Gagliano Aterno, piccolo borgo medioevale atterrazzato sulla splendida valle Subequana: il Wayne in Abruzzo, scuola di lingua e cultura Italiana e di lingua inglese, filiazione d’oltre oceano della Wayne State University di Detroit, l’università metropolitana più grande degli Stati Uniti d’America, che ha consentito a tanti giovani talenti italiani e abruzzesi di fare carriera nelle grandi università d’oltreoceano, e allo stesso tempo ha portato nel cuore dell’Abruzzo circa 500 studenti americani, in un avvincente scambio di saperi e cultura

A raccontare ad Abruzzoweb questa piccolo miracolo né è l’ideatore e l’anima Pasquale Casale, dipendente regionale del  Servizio beni a attività culturali, con il pallino della storia, autore anche di fortunate pubblicazioni dedicate al brigantaggio pre e post-unitario, quali Il Sirente crocevia di briganti e Fatigatori di di campagna e ghigliottina, Storie di briganti nel Sirente ( 1798-1810 ).

“In questi anni – spiega con orgoglio –  hanno frequentato i corsi a Gagliano Aterno 500 studenti americani, 220 studenti dell’Università dell’Aquila, 100 studenti  dell’Università D’Annunzio, 73 studenti dell’Istituto tecnico superiore di Lanciano. E fra i i 500 studenti Americani hanno partecipato anche studenti di altre Università Americane dello Stato del Tennessee, Ohio, Indiana, Massachusetts , ai quali la Wayne ha rilasciato crediti formativi”.

Il progetto, sostenuto negli anni con convinzione dalla Regione Abruzzo, ha consentito a studenti delle Università abruzzesi, acquisito il certificato Toefl,  di recarsi a Detroit per frequentare dottorati di ingegneria meccanica, e in California per dottorati di ingegneria sismica.

Ed è proprio grazie a Wayne in Abruzzo che Gagliano Aterno, come già riferito da Abruzzoweb, primeggia nella classifica regionale dei fondi spesi nel capitolo di bilancio della cultura, con una spesa 406 euro pro-capite. Dovuto essenzialmente ai 102 mila euro di finanziamenti a favore di Wayne in Abruzzo.

Ora il progetto è in stand by, a causa del coronavirus, la scuola è rimasta chiusa nell’estate del 2020 e e accadrà lo stesso nel 2021, visto che non ci sono più i i tempi per selezionare i frequentatori della prossima edizione, vista anche la situazione sanitaria connotata da estrema incertezza.

“Sarà per noi una pausa di riflessione – non si perde d’animo Casale -, per strutturare ancor meglio il progetto, nella consapevolezza dell’importanza che riveste per l’Abruzzo, del suo essere enzima di crescita culturale, di relazioni sociali che attraversano l’oceano, di riscatto e affermazione delle aree interne e montane, di allargamento degli orizzonti. Basti pensare che dall’esperienza di Wayne in Abruzzo sono nati ben cinque matrimoni, e amicizie indissolubili”

Pasquale Casale: quando e come è nato il progetto?

Il progetto  Wayne in Abruzzo, trae origine  da una visita istituzionale che il compianto presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Pace, effettuò nel giugno del 2001 in Canada e Stati Uniti, e il sottoscritto per volontà del presidente, fece parte di quella delegazione. In Canada, precisamente a Toronto, dove il presidente volle visitare l’Università, incontrando una folta popolazione di abruzzesi emigrati. Successivamente anche l’università di Philadelfia e per ultima la città di Detroit, che io frequento da anni, in quanto lì mi sono sposato  con una italo-americana di origine di Gagliano Aterno. Fra le tante visite, non mancò quella alla Wayne State University, l’università metropolitana più grande degli Usa, è lì nacque l’idea di organizzare in Abruzzo dei corsi di Italiano per studenti americani. Tornati in Italia, alcuni mesi dopo fui contattato dal Consolato generale d’Italia di Detroit che mi chiese come era possibile fare corsi di Italiano per studenti americani, e da quel momento prese spunto l’idea del progetto, pensata e realizzata dal direttore del progetto, docente di Italiano alla Wayne State University, Raffaele De Benedictis, e dal sottoscritto, delegato dal rettore della Wayne State University, in  qualità di coordinatore in Italia del progetto stesso. La sede per i corsi, con l’avallo del direttore De Benedictis e con la collaborazione del sindaco e dell’amministrazione Comunale ebbe inizio a Gagliano Aterno nell’ex Monastero di Santa Chiara sede della scuola del Corpo Forestale dello Stato”.

Come si è sviluppato dunque nel tempo il progetto, che risultati possiamo ora esibire?

Il primo corso di Italiano ebbe inizio nel 2004, con 18 studenti provenienti da Detroit e da due docenti di italiano sempre della Wayne. Il corso ebbe la durata di 30 giorni. Dal 2004 ha avuto inizio il programma di studio dell’Italiano per studenti della Wayne. Nel 2007 fu sottoscritto un accordo fra la Wayne e  l’Università dell’Aquila, grazie al quale sono stati  selezionati 20 studenti, che vengono a Gagliano, sempre per 30 giorni, a fare un corso intensivo di preparazione con esame finale, per il rilascio dell’attestato Toefl, certificazione di conoscenza della lingua Inglese che abilita, per chi supera il corso, ad andare nelle università americane o per lavorare in Usa. Nel 2014 lo stesso accordo è stato sottoscritto anche con l’università D’Annunzio di Chieti-Pescara, e nel 2015 anche con l’Istituto tecnico superiore di Lanciano.

Poi è arrivato il terremoto e ora l’epidemia di coronavirus..

I programmi sono stati sospesi nel 2009, il sisma va ricordato, ha inferto pesanti danni anche a Gagliano e in valle Subequana. Altro stop per due anni, dopo i terremoti  di Montereale e Campotosto. E poi, a causa dell’epidemia,  siamo restati fermi quest’anno  e lo stesso accadrà nell’estate 2021. Significa che lavoreremo per strutturare meglio il progetto. Ma una cosa è certa la Wayne ha un futuro assicurato.

Al di là dell’aspetto didattico, che relazioni sociali e interpersonali ha innescato il Wayne in Abruzzo?

Durante lo svolgimento dei corsi, fra gli studenti americani e italiani sono nate amicizie solidissime, che hanno visto molti studenti americani tornare in Italia, e segnatamente in Abruzzo, anche negli anni successivi. Tanti studenti italiani sono andati in America ospitati dai loro colleghi d’oltreoceano. Questo rapporto di grande amicizia ha  portato anche all’evento di ben cinque matrimoni fra italiani e americani.

Il suo territorio soggetto a spopolamento, progetti come Wayne in Abruzzo, possono frenare e invertire un trend che sembra inarrestabile?

Questo progetto è risultato molto positivo per la Valle Subequana e tutto il territorio fino a L’Aquila, per il fatto che tutta l’area interna è composta da tanti paesi piccoli, con pochi abitanti, e la presenza per un mese di circa 60 studenti, ridanno fiducia a quell’area interna. Allargano gli orizzonti. Molti ragazzi americani sono figli, nipoti, pronipoti di chi emigrò in America nei decenni trascorsi, e quando vengono qui a Gagliano per studiare, trascorso il tempo delle lezioni, si recano anche in Campania, in Sicilia, in puglia, a vedere con i loro occhi i paesi da dove partirono i padri, i nonni i bisnonni, anche cercando di trovare qualche loro ascendente.

Da cosa rimangono favorevolmente colpiti gli studenti americani quando arrivano in Abruzzo e in valle Subequana?

Apprezzano moltissimo la cucina, e il vino che qui è anche di buona qualità e ha un costo nemmeno paragonabile a quello degli Usa. E poi, soprattutto restano colpiti dal paesaggio, dalle montagne, dai fiumi, dai boschi a perdita d’occhio, da un ambiente naturale incontaminato cadenzato da borghi medioevali ricchi di storia. Una scoperta, per loro, di un tesoro molto meno conosciuto rispetto alle mete turistiche tradizionali come Roma, Firenze e Venezia.