CHIETI – Un normale scooter a benzina trasformato in un motociclo elettrico a tre ruote, chiamato Duck, perché dal suo aspetto ricorda quello di un’anatra, capace di abbattere costi di spostamento e le emissioni di inquinanti e di Co2 in atmosfera, con grande beneficio per l’ambiente.
La geniale idea è abruzzese, ancora in fase di start up, ma pronta a decollare, e ha come artefice l’abruzzese Taumat srl di Atessa, in provincia di Chieti, società di cui è amministratore delegato l’ingegnere Mario Lorenzi. Operante nel settore componentistica e meccanica di precisione del polo dell’automotive della Val di Sangro, che ha già lanciato brevetti ecologici come “termoring”, una ringhiera che si può collocare sui balconi di casa, e che scalda l’acqua ad uso domestico con il sole.
Un esempio di green economy, Duck, protagonista martedì 28 gennaio a palazzo Theodoli Bianchetti a Roma, in occasione del convegno “Le nuove tendenze della mobilità elettrica”, organizzata dal deputato abruzzese Fabio Berardini, del Movimento 5 stelle, nell’ambito di un’indagine conoscitiva che la decima Commissione sta avviando alla Camera dei Deputati, di cui Bernardini è componente. Evento a cui ha preso parte anche il viceministro dello Sviluppo Economico, Stefano Buffagni.
Assieme a Taumat, come esempio di azienda green, è stata invitata anche la siciliana Newtron, che invece si occupa dell'”elettrificazione” delle piccole automobili, in particolare le 500.
Contattato da AbruzzoWeb, Alessio Lorenzi, responsabile commerciale e marketing di Taumat srl, e figlio del patron Mario Lorenzi, esprime tutta la sua soddisfazione: “Per noi essere invitati come esempio di innovazione nel campo strategico della mobilità sostenibile è un iniezione di fiducia – spiega Lorenzi -, in vista del decollo della nostra iniziativa imprenditoriale. Finora abbiamo realizzato due prototipi, e uno di essi, un Duck nato dalla riconversione di uno scooter Sh della Honda, ha ricevuto l’omologazione dalla Motorizzazione civile. Ora ci stiamo concentrando sull’organizzazione della rete commerciale e di quella produttiva, con un adeguato numero di officine e addetti formati allo scopo”.
Il Duck, è stato spiegato durante il convegno, ha un’autonomia di 80 chilometri, che è una buona durata per un utilizzo in area urbana, che è la sua naturale vocazione. La batteria ha una vita media di 10 anni, e sopratutto il consumo è pari ad un euro per cento chilometri, neanche lontanamente paragonabile, per costi, agli scooter che vanno a benzina, che è pari a 20 euro circa.
“La nostra idea – aggiunge Lorenzi – coniuga la convenienza con la tutela ambientale. Uno scooter elettrico nuovo costa intorno ai 13 mila euro, con il nostro kit di riconversione, o retrofit, possiamo avere un mezzo a costi molto più contenuti, non superiori agli 8mila euro. E nel calcolo della riduzione dell’impatto ambientale va considerato anche il ‘riciclo’ del precedente scooter, oltre che delle minori emissioni del nostro Duck”.
Il mezzo intende essere proposto in particolare per il trasporto delle merci, per le consegne a domicilio, per gli spostamenti interaziendali. Ad uso commerciale insomma, visto che ha una capacità di trasporto di 200 chilogrammi.
Come per tutti i mezzi elettrici resta il tema dell’ancora insufficiente numero, in Abruzzo, ma non solo, dei punti di ricarica, in città ancora troppo poco smart.
“Questo in effetti è un limite che andrà prima o poi risolto – commenta Lorenzi -, se si vuole far decollare la mobilità elettrica. In ogni caso comunque il nostro Duck si può ricaricare anche da una presa di casa, in circa 8 ore. Certo farebbe comodo una capillare rete di quick charge, che ricaricano i mezzi in tre ore, ma il nostro prodotto, sarà comunque competitivo anche in questa fase di transizione”. f.t.





