L’AQUILA – Sarà a Chieti la sede della nuova Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Abeap) d’Abruzzo,  secondo quanto si legge nell’allegato del decreto a firma del ministro Dario Franceschini che porta avanti così la riforma del Mibact iniziata lo scorso anno. 

Ieri nel corso della riunione congiunta delle commissioni Cultura di Camera e Senato, Franceschini ha esposto il progetto di completamento della riorganizzazione del Mibact presentato ieri alle parti sociali e al Consiglio superiore dei Beni Culturali che prevede l’istituzione delle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, “con un’operazione di fusione, e accorpamento su tutto il territorio nazionale delle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio”.

​Ad annunciare il possibile spostamento della nuova Soprintendenza dal capoluogo a Chieti è Elvezio Sfarra, responsabile regionale Cisl beni culturali e ambientali, che rileva tuttavia una discrepanza tra l’allegato al decreto e il decreto stesso che invece “individua L’Aquila come sede”. 

Le conseguenze del decreto in Abruzzo vedrebbero quindi una fusione tra la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio (Beap) diretta dalla soprintendente Maria Giulia Picchione che ora si trova all’Aquila con la Soprintendenza Archeologica di Chieti in un’unica sede proprio a Chieti, con il rischio di un nuovo “scippo” per il capoluogo. 

All’Aquila resterebbe così solo la Soprintendenza speciale unica archeologica, artistica e paesaggistica per la città dell’Aquila e i comuni del “cratere” istituita con la nuova riforma lo scorso anno e diretta dalla soprintendente unica Alessandra Vittorini.  

“L’allegato al decreto tuttavia è in antitesi con il decreto stesso che invece prevede L’Aquila come sede  – afferma Elvezio Sfarra, responsabile regionale Cisl beni culturali e ambientali – Una discrepanza che va chiarita subito. Ho già comunicato alla segretaria nazionale di mettersi in contatto con il ministero per un chiarimento”. 

Sfarra in ogni caso annuncia battaglia, se si concretizzasse l’ipotesi di uno spostamento a Chieti che è già sede del Polo museale d’Abruzzo, diretto dalla dottoressa Lucia Arbace.  

“Qualora non ci fosse stato un errore  è chiaro che combatteremo per fare in modo che questo non accada – sottolinea – Sarebbe assurdo portare la nuova Soprintendenza a Chieti. È sempre stata nel capoluogo e non si può espropriare una città terremotata di tutte le sue sedi istituzionali”.

Con questo intervento aumentano i presidi di tutela sul territorio nazionale, che proprio per l’archeologia, passano dalle attuali 17 Soprintendenze Archeologiche alle nuove 39 soprintendenze unificate (a cui si sommano le due soprintendenze speciali del Colosseo e di Pompei). 

“Il ministero viene ridisegnato a livello territoriale – ha sottolineato Franceschini – per rafforzare i presidi di tutela e semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione. La riorganizzazione prosegue nella strada di valorizzazione del patrimonio. Vengono per questo istituiti 10 nuovi musei e parchi archeologici autonomi retti da altrettanti direttori che saranno selezionati con un nuovo bando internazionale”.

“La nuova articolazione territoriale, che realizza una distribuzione dei presidi più equilibrata ed efficiente, è stata definita tenendo conto del numero di abitanti, della consistenza del patrimonio culturale e della dimensione dei territori – si legge sul sito del ministero – Ogni nuova Soprintendenza parlerà con voce unica ai cittadini e verrà articolata in sette aree funzionali (organizzazione e funzionamento; patrimonio archeologico; patrimonio storico e artistico; patrimonio architettonico; patrimonio demoetnoantropologico; paesaggio; educazione e ricerca) che garantiscono una visione complessiva dell’esercizio della tutela, assicurando anche la presenza delle specifiche professionalità”.

“Ciascuna soprintendenza costituirà un riferimento univoco per la valutazione di qualunque aspetto di ogni singolo progetto, dalla tutela di beni archeologici per arrivare all’impatto paesaggistico, passando per gli aspetti di carattere artistico e architettonico: a un’unica domanda corrisponderanno un unico parere e un’unica risposta – aggiunge la nota – Al centro ci sarà una sola Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, che garantirà il coordinamento delle soprintendenze su tutto il territorio nazionale”. (m.gal)