L’AQUILA – “Al di là del dilettantismo che talvolta sembra contraddistinguere l’andazzo di questa maggioranza, il problema è il contenuto politico delle sue iniziative. Dall’indirizzo di politica economica del governo emerge un chiaro attacco al lavoro. Troveranno i voti per portarlo avanti”.

A parlare è Emiliano Brancaccio, economista, professore associato di Politica economica e docente di Economia politica ed Economia internazionale all’Università del Sannio a Benevento.

In una intervista a LaNotiziaGiornale.it, Brancaccio ha affermato, tra l’altro, che “Da anni il sindacato non tocca palla quando si tratta di decidere l’indirizzo di politica economica. Draghi era più diplomatico, Meloni è più sfacciata. Ma il risultato non cambia, la vecchia concertazione è finita da un pezzo”.

Secondo Brancaccio, inoltre, “I problemi principali vengono dalla politica monetaria della Bce. Quale che sia la forma che prenderà il nuovo Patto di stabilità, rischieremo comunque una situazione di insostenibilità dei debiti causata dal fatto che la politica monetaria è tornata a essere restrittiva. Ciò che bisogna capire è che il debito diventa sostenibile solo quando i tassi di interesse sono bassi rispetto alla crescita del Pil. Se i tassi d’interesse diventano alti il debito esplode, anche se facciamo austerity. La prova lampante fu il fallimento dell’austerity di Monti ai fini della stabilizzazione del debito. E una ulteriore prova al contrario ce la danno proprio gli ultimi anni”.

“A causa della pandemia e della guerra – ha quindi spiegato l’economista – tutti i Paesi hanno fatto registrare deficit pubblici molto alti, eppure il rapporto tra debito pubblico e Pil non è aumentato ma addirittura si è ridotto! Il motivo è che le banche centrali hanno tenuto i tassi d’interesse estremamente bassi. Ora che le banche centrali innalzano i tassi, il debito risale”.

“C’è il rischio che l’Italia e gli altri Paesi fragili della zona euro cadano di nuovo in crisi profonda. Potremmo vedere di nuovo fibrillare lo spread. Al di là della discussione sul Patto, la verità è che bisognerebbe creare consenso in Europa per evitare che la banca centrale continui ad alzare i tassi di interesse”, ha poi precisato Brancaccio, il quale, sul tema dell’immigrazione, ha dichiarato che “I dati indicano che flussi di immigrati in realtà non incidono in modo significativo sull’occupazione o sui salari dei nativi. Piuttosto, sono i grandi flussi e deflussi di capitale che incidono sulle condizioni del lavoro, costringendo i singoli paesi a creare condizioni favorevoli solo ai profitti. Se l’obiettivo fosse davvero quello di proteggere le condizioni di lavoro dei nativi, bisognerebbe insistere non sul blocco dell’immigrazione ma sul blocco dei movimenti di capitale”.