L’AQUILA – Due assessori e quattro consiglieri comunali tra centrodestra e civici, nessuno di centrosinistra: questo il “bilancio” dei nuovi eletti in Consiglio all’Aquila provenienti dalle rinate “circoscrizioni” che nel 2015 sono state elette, apparentemente senza fine di mandato prevista a causa di ‘bug’ del regolamento, per volere dell’amministrazione Cialente, colmando l’abolizione di quelle vere disposta dalla riforma Delrio.
Nella squadra di governo del sindaco, Pierluigi Biondi, provenienti da questo esperimento dall’esito variegato ma non tutto da buttare ci sono Sabrina Di Cosimo, presidente del Consiglio territoriale di partecipazione, questo il nome “moderno”, numero 12, che raggruppa i territori di Gignano-Pianola-Torretta-Sant’Elia, e nuovo assessore alla Cultura e Turismo, e Francesco Bignotti, assessore al Sociale e all’Assistenza, componente del Ctp numero 7 Santa Barbara-Santanza-San Sisto-Pile.
In aula sui banchi della maggioranza di centrodestra siederanno, invece, Luca Rocci (L’Aquila futura) del Ctp 1 (L’Aquila centro), Francesco De Santis (Noi con Salvini) pure del Ctp 7 e Leonardo Scimia (Benvenuto presente) del Ctp 5 (Coppito-Pettino-Cansatessa-San Vittorino).
Sui banchi dell’opposizione, infine, Carla Cimoroni, del Ctp 1, entrata come candidato sindaco non eletto della coalizione civica “L’Aquila chiama”.
I consiglieri comunali sono incompatibili con il ruolo di consiglieri di partecipazione, come scritto in modo chiaro dall’articolo 5 del Regolamento delle circoscrizioni, perciò dovranno dimettersi: secondo quanto appreso, Rocci e la Cimoroni hanno già provveduto.
Lo stesso articolo non parla, invece, di incompatibilità con il ruolo degli assessori, che appena entrano in Giunta decadono dal Consiglio, dinamica già avvenuta: a rigor di logica, insomma, Di Cosimo e Bignotti il loro posto in Ctp sembrerebbe che potrebbero anche tenerlo.
Certo è che, viste le varie deleghe, avranno talmente tanto da fare che sembra difficile optino per questa ipotesi.
Una delle questioni che il nuovo Consiglio dovrà affrontare è proprio il futuro dei Ctp: in due anni hanno prodotto solo due documenti consultivi finiti all’attenzione dell’assemblea civica, e un po’ tutti gli eletti si sono lamentati dell’inconsistenza dei loro poteri e della mancanza di budget.




