L’AQUILA – Saranno tutti riassunti a tempo indeterminato, senza il paventato periodo di prova di tre mesi, i 32 operatori del Centro unico di prenotazione dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

L’accordo è arrivato ieri sera,  dopo due settimane di proteste e sit in fuori gli uffici,al temine di un incontro nella sede della Direzione territoriale del lavoro, a cui hanno preso parte la Gpi di Trento, la società che ha preso l’appalto dei cup delle quattro Asl, la cooperativa Capodarco preso cui lavoravano i 32 lavoratori, i sindacati e i funzionari della Asl.

La protesta era esplosa allorchè la Gpi, obbligata dalla legge a riassumere chi prima lavorava nel servizio, aveva proposto contratti a tempo determinato di sei mesi, e poi contratti a tempo indeterminato con un periodo di prova di tre mesi. Entrambe le ipotesi rispedite al mittente da dipendenti che lavorano al Cup anche da più di 10 anni.

Esprimono grande soddisfazione Giuliana Vespa, segretario provinciale dell’Ugl e Teresa Circi, del direttivo Uil-Fpl, Pino De Angelis, anche lui della Uil Fpl, Vincenzo Traniello, della Fp Cisl.

Nell’incontro è emerso anche l’esistenza di una lettera con cui la Asl avvisava la Gpi di un’inchiesta in corso, da parte della magistratura, su comportamenti non idonei di alcuni dipendenti, già colpiti da provvedimenti disciplinari. Ed è questa forse la ragione per cui la Gpi aveva provato a imporre contatti a tempo e con periodi di prova.

Le parti si sono però impegnate, che qualora ricorrono nuovi episodi si effettuerà un esame congiunto delle norme contrattuali per l’adozione di provvedimenti disciplinari previsti dal contratto nazionale vigente. E nel testo dell’accordo hanno riconosciuto le preoccupazioni della società subentrante in riferimento agli episodi citati, “comprendendo parzialmente le rigidità mostrate per la gestione dei rapporti di lavoro da parte di chi è chiamato a svolgere un servizio pubblico di particolare delicatezza ed impatto sociale”.

LA NOTA DI CISL E UIL

Ieri, finalmente, è stato raggiunto l’accordo per i 32 lavoratori del Cup di L’Aquila, che sono stati riassunti dalla nuova società vincitrice dell’appalto, Gpi di Trento, con contratto a tempo indeterminato.

Un boccata d’ossigeno non solo per i lavoratori e le loro famiglie, ma anche per la Asl che potrà senza interruzioni erogare il servizio ai cittadini utilizzando le professionalità già impiegate con la precedente società.

Nel giorno precedente all’accordo, tra il consorzio e le oo.ss., Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl, c’è stato un incontro presso la sede del Consorzio Gpi a Pescara, ma non c’è stata nessuna intesa, in quanto la nuova società appaltante si era arroccata su una posizione di completa di rigidità proponendo di attivare contratti a tempo determinato.

Cgil-Cisl-Uil hanno respinto le proposte presentate della GIP al fine di salvaguardare i livelli occupazionale del Cup, ma soprattutto hanno ritenuto di dover respingere il progetto per tutelare la dignità dei lavoratori.

Le oo.ss., durante la trattative, sono riusciti a evitare, nel passaggio di appalto, che i lavoratori dovessero svolgere un periodo di prova prima dell’assunzione, che diventava anche una deroga in spregio alle norme vigenti.

Non era giusto che a pagare fosse la maggioranza dei lavoratori per i comportamenti di alcuni dipendenti che hanno leso l’immagine del Cup e creati disservizi all’utenza, e sono oggetto “di un’indagine della magistratura”. Le parti si sono impegnate, che qualora ricorrono nuovi episodi si effettuerà un esame congiunto delle norme contrattuali per l’adozione di provvedimenti disciplinari previsti dal Ccnl vigente.

I rappresentati delle oo.ss. nel testo dell’accordo hanno riconosciuto le preoccupazioni della società subentrante in riferimento agli episodi sopra citati, comprendendo parzialmente le rigidità mostrate per la gestione dei rapporti di lavoro da parte di chi è chiamato a svolgere un servizio pubblico di particolare delicatezza ed impatto sociale.