L’AQUILA – “Ci sono le cifre chiare e univoche che dimostrano quanto sia strumentale, oltre che sterile, infondata e inutile, la polemica dell’assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane in merito alla distribuzione dei fondi della cultura”.

Lo ha detto l’assessore alla Cultura Mauro Di Dalmazio a margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo bando Por-Fesr in favore dell’area del cratere.

“Non voglio cedere alla tentazione di facili rappresaglie dialettiche e di calarmi su un terreno che oggettivamente in questo delicatissimo momento non giova agli interessi reali delle comunità. Alimentando queste strumentali polemiche finalizzate alla esasperazione della contrapposizione campanilistica infatti – ha aggiunto – non si fa il bene della Regione nè tantomeno della provincia dell’Aquila giacchè ci riporta ad una logica sbagliata e deleteria, utile forse solo a chi la porta avanti”.

Facendo poi riferimento al merito del discorso, Di Dalmazio ha evidenziato che nell’ambito complessivo degli stanziamenti culturali delle varie leggi sulla cultura la provincia dell’Aquila ha ricevuto finanziamenti assolutamente significativi. Solo rispetto alle leggi di settore ed alla legge sugli eventi, l’assessore ha fornito le cifre relative al 2010 che smentiscono radicalmente l’assunto della Pezzopane.

“Per la legge 15 (musica) su una dotazione finanziaria di 650 mila euro alla provincia dell’Aquila sono andati 272 mila euro; sulla legge 5 (teatro di prosa) su uno stanziamento di 650 mila euro, alla provincia dell’Aquila sono andati 445 mila euro; sulla legge 56 (promozione culturale e eventi) su 350 mila euro, 172 mila sono andati al territorio provinciale dell’Aquila. Queste sono le cifre, a cui si aggiungono i 4 milioni di euro che sono stati riprogrammati nel 2009, e la riprogrammazione implica una scelta politica, dai fondi Por-Fesr in favore delle attività culturali del cratere e che in grossa parte sono andate a sostegno delle istituzioni culturali aquilane di maggiore prestigio e tradizione”.

Ma l’assessore non si è tirato indietro neanche sulla questione delle ricadute territoriali delle risorse.

“Certo, se rispetto al passato, pur nella situazione attuale di enorme difficoltà e con tagli dei fondi della cultura che rasentano 80 % , si riscontra un maggiore equilibrio territoriale nella distribuzione delle risorse, il dato patologico è da rinvenire nello squilibrio precedente e non nella situazione attuale; in tal senso – conclude Mauro Di Dalmazio – uno sguardo al passato consiglierebbe una maggior prudenza prima di scatenare inutili polemiche”.

La situazione della cultura e delle risorse “impone un ripensamento generale del sistema che prescinda da acritiche rendite di posizione, che salvaguardi la tradizione meritevole, che si apra alla partecipazione , alla qualità, alla meritocrazia, all’equilibrio finanziario, alla capacità di generare di reperire risorse e che rifugga il concetto di finanziamento pubblico ‘ad vitam'”.

“Al riguardo l’assessorato ha già elaborato le linee portanti di una riforma generale che prossimamente sarà oggetto di confronto a tutti i livelli, istituzionale e non”.