L’AQUILA – “La Mulas vuole trovare la verità come se si potesse superare la barriera dell’ignoranza terrena. Sono teorie, sono ipotesi. Era talmente impegnata che a un certo punto non credeva più di essere in udienza penale ma in aula con i suoi studenti”.

Duro attacco al perito del tribunale da parte dell’avvocato Mercurio Galasso nell’arringa finale del processo Casa dello studente, un intervento sottolineato da molti commenti negativi e contestazioni da parte dei tanti familiari delle vittime presenti.

“A un certo punto – ha ricordato Galasso, che difende gli imputati Pace, Centofanti e Rossicone – la Mulas ha affermato ‘di questo aspetto in letteratura non c’è niente’. È possibile arrivare a basare una sentenza su ricostruzioni teoriche? Gli anni di reclusione sono concreti, non teorie”.

E poi l’affondo finale in cui il legale ha alzato la voce. “Noi abbiamo sempre rispettato il dolore ma non vogliamo essere capri espiatori di nessuno, difendo tre professionisti per cui sono stati chiesti 4 anni di reclusione, anche le loro vite sono state distrutte. Se la sente il giudice di affermare che una parete antincendio ha ucciso otto giovani com’è stato detto in quest’aula?”.