L’AQUILA – Dovrebbe cominciare domani, stavolta realmente, davanti al tribunale dell’Aquila, il processo civile per il crollo della Casa dello studente del capoluogo nel terremoto del 6 aprile 2009, quando morirono 8 giovani nella struttura collassata.
Una causa promossa da alcune parti civili contro la Regione Abruzzo e l’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila, cui chiedono la somma di 6 milioni di euro.
Dopo 7 anni di udienze, lo scorso maggio il processo penale si è concluso con la condanna definitiva di quattro imputati per omicidio colposo.
Un mese dopo, giugno dell’anno scorso, una prima udienza civile interlocutoria ha portato a uno slittamento di 6 mesi, tra tempi tecnici usuali sommati alla pausa estiva degli uffici giudiziari e ad altri tempi tecnici per la chiamata dei terzi in causa.
Questo perché prima ancora, infatti, a febbraio 2016, la Regione ha chiamato in causa l’Angelini Immobiliare per “aver fatto progettare l’immobile e averlo costruito non attenendosi alla vigente normativa”; ha coinvolto lo Stato, attraverso il Miur e l’Università dell’Aquila, “per averlo acquistato senza accorgersi dei gravi deficit strutturali da cui era affetto” oltre che l’Adsu per il “ruolo di custode esclusivo dell’immobile”, e gli imputati (Bernardino Pace, Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone e Pietro Sebastiani) già condannati in via definitiva.
A loro volta, l’Adsu e tutti i chiamati in causa hanno evocato in giudizio anche le rispettive compagnie di assicurazioni a garanzia del risarcimento. Un tourbillon procedurale che ha portato alla dilatazione dei tempi, ma ora si dovrebbe essere davvero pronti a entrare nel vivo.
Si comincerà anche con una novità importante in aula, un nuovo giudice designato, Antonella Camilli, che subentra a Maria Carmela Magarò.
NOVE MESI SENZA MOTIVAZIONI DI CASSAZIONE, ISTANZA A CANZIO
“Mi sorprendo che la Suprema Corte di Cassazione, quarta sezione penale, a distanza di 9 mesi dall’udienza dell’11 maggio 2016 non abbia ancora depositato le motivazioni della sentenza di conferma delle condanne dei responsabili penali” per il crollo della Casa dello studente dell’Aquila nel terremoto del 2009, con 8 vittime. “A tal fine ho intenzione di proporre, nei prossimi giorni, un’istanza in Corte di Cassazione al primo presidente, Giovanni Canzio, all’epoca dei fatti presidente della Corte d’Appello dell’Aquila”.
Lo annuncia in una nota l’avvocato teramano Wania Della Vigna, che assiste numerose parti civili in questo e altri filoni della maxi inchiesta sui crolli del terremoto aquilano, e in particolare principale promotrice della causa civile contro Regione Abruzzo e Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) con richieste di risarcimento da 6 milioni di euro che riprenderà domani al tribunale dell’Aquila.
“Finalmente, a distanza di 2 anni dalla notifica dell’atto di citazione, si entra nel merito del giudizio civile – scrive la legale – Questo processo nasce da tutto il materiale probatorio dalle indagini della procura della Repubblica aquilana, dei procuratori Alfredo Rossini e Fabio Picuti, con tutte le consulenze tecniche dei prof. Decanini, Benedettini, Salvatori e soprattutto la perizia della professoressa Maria Gabriella Mulas assunte in sede di incidente probatorio, nel pieno contraddittorio tra le tutte le parti”.
Ecco perché la legale sollecita tempi rapidi per le motivazioni della sentenza penale di legittimità che ha confermato le quattro condanne a 4 anni di carcere ciascuno per i tecnici autori del restauro del 2000 Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone e Berardino Pace e a 2 anni e 6 mesi per il tecnico Adsu Pietro Sebastiani. Per tutti le accuse di omicidio colposo, disastro e lesioni.
“Mi auguro, altresì, che i tempi della giustizia civile siano rapidi ed equi per rispetto ai familiari delle vittime”, conclude. (alb.or.)



