L’AQUILA – Clima cordiale di quattro amici al bar, tra Mario Olivieri, uno dei “ribelli” della maggioranza di centrosinistra in Regione Abruzzo, e gli altri della coalizione, il capogruppo del Partito democratico Sandro Mariani, i consiglieri Maurizio Di Nicola, Luciano Monticelli e Alberto Balducci, che nel bar interno di palazzo Silone all’Aquila attendono il termine della riunione di Giunta per poter svolgere la riunione chiarificatrice.
Olivieri davanti ad un caffè offerto da Di Nicola ha ribadito le sue ragioni e quelle degli altri due “malpancisti”, gli assessori Andrea Gerosolimo, di Abruzzo civico come lui, e Donato Di Matteo del Pd.
“Nella riunione – dice ad AbruzzoWeb – ribadirò l’assoluto squlibrio all’nterno della maggioranza, e non escludo che una soluzione sia il rimpasto di Giunta. A decidere sono in pochi e questo non va bene”.
“I risultati non li vediamo, abbiamo molte cose da dire sulle politche sanitarie – aggiunge – si può elasticizzare il piano di riordino per non penalizzare i territori e questo deve essere fatto”.
Tra Mariani e Olivieri il clima è apparso comunque assai cordiale.
“È normale che una coalizione possa andare in difficoltà. Anche io penso che serva sempre una fase due, per rilanciare e migliorarsi”, si limita a dire il capogruppo del Pd.
Alla riunione di oggi, preceduta da un vertice dei dem ieri a Pescara, si dovrà trovare ancora una volta la quadra con i “malpancisti”
Olivieri, Gerosolimo e Di Matteo sono stati firmatari della lettera del 14 ottobre di forte critica nella gestione e nel metodo inviata al presidente Luciano D’Alfonso, e che anche in occasione dell’ultimo Consiglio dove si è votata la variazione di bilancio, hanno mandato in fortissima fibrillazione la maggioranza.
I tre sono stati anche tra i promotori di un’offensiva volta a sfiduciare il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, azione poi tramontata.
Anche Di Matteo, da quanto si è appreso, avrebbe ieri avanzato la proposta di un rimpasto delle deleghe in giunta, come soluzione per uscire dall’impasse.






