L’AQUILA – Dopo la crisi di Capodanno, con il sindaco Pierluigi Biondi che ha seriamente pensare di ritirare le deleghe agli assessori della Lega – Daniele Ferella, Fabrizio Taranta e la tecnica Fabrizia Aquilio -, stoppato al momento solo dalle pressioni di Fratelli d’Italia, governatore Marco Marsilio in testa, l’opposizione in consiglio comunale attacca duramente: “La città è bloccata”.

Lo hanno detto, in una conferenza stampa, Stefano Albano e Stefano Palumbo del Pd, Lelio De Santis di Idv, Fabio Ranieri e Giustino Masciocco di Art. 1, Angelo Mancini di L’Aquila Sicurezza e Lavoro.

Assenti, a testimonianza delle divisioni interne all’opposizione dopo la decisione di Americo Di Benedetto (Passo Possibile) di “reggere” il numero legale nella famigerata seduta di consiglio in cui è stato votato il bilancio, con l’assenza dei consiglieri della Lega.

“La crisi di maggioranza ha congelato l’attività amministrativa, con la giunta non convocata e un atteggiamento scostumato e superficiale. La città è ostaggio e pure collettore delle tensioni politiche regionali”, ha tuonato il centrosinistra.

Masciocco è stato il più duro: “Il sindaco dell’Aquila è stato capace di portare a casa l’approvazione del bilancio di previsione a prescindere dalla Lega e dal consigliere Roberto Jr Silveri, ma si sta rilevando perfettamente inutile: se la Giunta non si riunisce ed approva il Peg – il piano esecutivo di gestione – i dirigenti non possono procedere con gli impegni di spesi. La verità è che Pierluigi Biondi sconta la sua pavidità politico-amministrativa: avrebbe voluto ritirare la delega agli assessori della Lega ma non ha potuto farlo per imposizione del suo stesso partito, Fratelli d’Italia”.

Palumbo che ha elencato i presunti fallimenti: Progetto Case, programmazione urbanistica, Ama, società sportive, dimensionamento scolastico (Mancini ha annunciato la presentazione di un ricorso al Tar).

“La città è allo sbando – hanno aggiunto – ostaggio di Marsilio e Giorgia Meloni” e addirittura Masciocco ha rimpianto l’ex sindaco di centrodestra Biagio Tempesta: “Tutt’altro spessore, ebbe il coraggio di ritirare le deleghe a tutti e governare per due mesi la città da solo col vice sindaco in attesa di riassegnare le deleghe. Questo dovrebbe fare Biondi se avesse il coraggio”.

Albano ha messo nel mirino il documento unico di programmazione, “copia e incolla di idee scollegate”. “Biondi o tresca o spiccia l’aia” ha concluso De Santis.

Invettive anche contro il Passo Possibile: “Scelta grave perché ha consentito di mantenere una situazione di blocco totale non facendo esplodere le contraddizioni del centrodestra”.