L’AQUILA – “Finito anche l’ultimo ammortizzatore sociale disponibile cosa succederà ai lavoratori di E-Care? Resta il fatto che da oltre un anno il Tavolo regionale sul settore call Center è letteralmente sparito. Ma i problemi no”.
A chiederselo è Venanzio Cretarola, presidente dell’associazione Lavoriamo per L’Aquila, che non la manda a dire ai sindacati, e lo fa all’indomani dell’annuncio di un nuovo posticipo del pagamento degli stipendi da parte dell’azienda E-Care, ai 300 dipendenti del sito aquilano “per una riorganizzazione aziendale in atto, di cui non si conoscono dettagli”, denunciano i lavoratori.
Un nuovo inquietante campanello d’allarme, di un azienda che nel 2017 ha conosciuto una drammatica vertenza, allorché la società aveva annunciato l’esubero di cento addetti, a seguito della perdita della commessa delle Poste Italiane. Esuberi per ora scongiurati con l’utilizzo del Fondo di Integrazione salariale.
“Fin da febbraio 2017- ricorda dunque Cretarola – nel convegno al quale erano convocati tutti i lavoratori aquilani del settore, e in particolare quelli di E Care (che non hanno partecipato, anche perché nemmeno informati dai loro sindacati), avevamo anticipato di avere una proposta – che poteva essere decisiva – per mantenere a L’Aquila la commessa Poste di E Care. Lo potrebbe essere ancora oggi se le Istituzioni locali e le organizzazioni sindacali, da me informate direttamente, non si fossero sempre rifiutati anche solo di ascoltarci”.
“Quando a novembre 2017 anticipai il pesante rischio occupazionale di cui oggi parlano i rappresentanti sindacali aziendali di E-Care, ho meritato un comunicato stampa in cui l’azienda annunciava azioni legali nei miei confronti. E pensare che le nostre proposte miravano a dare una mano all’azienda, oltre che ai suoi dipendenti”.
“Da oltre un anno il Tavolo regionale sul settore call center è letteralmente sparito. Ma i problemi no. Tutte le nostre proposte restano attuali e sono le uniche concretamente praticabili per salvare il settore occupazionale più rilevante dell’Aquila. Per quanto tempo ancora resteremo soli a portarle avanti? Per quanto tempo ancora i lavoratori degli altri call center aquilani, oltre quelli di Lavorabile, non saranno messi in condizione di ascoltarci, nel loro interesse?”.



