L’AQUILA – Abruzzo Engineering chiede di poter sopravvivere e continuare a dare lavoro ai suoi circa duecento dipendenti: per farlo i sindacati chiedono un impegno del presidente della Regione Gianni Chiodi, azionaista di maggioranza della società con il 60% delle quote del pacchetto azionario detenute dall’Ente, mentre il 30% è di proprietà di Selex (Finmeccanica) ed il restante 10% è posseduto dalla Provincia dell’Aquila.
“È necessario rimettere al centro il tema del lavoro”. Questo l’appello lanciato dalle Rsa di AE Roberto De Paolis e Diego Di Marcoberardino, Emilio Speca segretario Filcams L’Aquila, Luca Ondifero segretario regionale Filcams Cgil, Davide Frigelli della Cisl e Mario Miccoli segretario regionale Uiltucs, ricordando come la società si occupi di attività di Protezione civile, e al suo interno operino figure professionali importanti, tra cui geometri, geologici e informatici.
Per tutti da luglio 2009 sono state attivate le procedure di cassa integrazione in deroga, a testimonianza di una crisi di commesse legata alla piena attuazione di un piano industriale mai applicato secondo quando stabilito dal cda.
Al momento lavorano solo 120 unità, in attività legate alla ricostruzione post terremoto, sulla base delle ordinanze del Presidente del Consiglio firmate a metà agosto. “Le vicende giudiziarie che hanno riguardato la società – hanno dichiarato questa mattina in conferenza stampa a Pescara – hanno fatto diffondere il convincimento che si tratta di ‘un carrozzone’ ma invece non cè da stupirsi su come vengono gestiti gli affidamenti dei lavori perchèsi tratta di una socieà in house”.
Evidente il riferimento alla bufera giudiziaria che nella scorsa estate che ha portato agli arresti dell’ex tesoriere della Dc Ezio Stati, Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex Service Management, Vincenzo Angeloni, ex parlamentare di Alleanza nazionale e Forza Italia nonché ex presidente dell’Avezzano e Marco Buzzelli, compagno del consigliere regionale del gruppo Misto Daniela Stati che a seguito dell’inchiesta si dimise da assessore alla Protezione civile e all’Ambiente.
A rendere ancora più complesso il quadro è la vicenda legata al direttore generale di Abruzzo Engineering Vittorio Ricciardi, coinvolto nell’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila sul passaggio di proprietà alla Provincia dell’Aquila di Collabora Spa, della quale lo stesso Ricciardi, indagato per truffa, era amministratore delegato e proprietario del 49 per cento delle azioni: in attesa di un chiarimento il consiglio di amministrazione, presieduto da Francesco Carli, ha revocato momentaneamente alcune deleghe operative a Ricciardi.
Al governatore Chiodi i sindacati chiedono di sapere “cosa vuole fare di Abruzzo Engeneering perchè c’è il timore che la socieà scompaia e che i lavori dei prossimi dieci anni vengano affidati ad altri come ad esempio la certificazione dei progetti di ricostruzione o la banda larga”, per decine di milioni di euro l’anno. La paura è che per via delle inchieste si decida di mettere i lavoratori in mobilià e passare i lavori ad altri”.
A fare le spese di questa intricata e complessa situazione rischiano di essere i lavoratori, ed è per loro che i sindacalisti chiedono un impegno: “La magistratura lavori nel più breve tempo possibile e districhi alcune situazioni, per capire cosa c’è di buono e cosa c’è di non buono ed eliminare le mele marce ma i lavoratori non c’entrano nulla con le eventuali scorrettezze commesse da alcuni e hanno diritto a proseguire l’attività”.





