L’AQUILA – Tra le 107 province in testa nell’Indice della criminalità 2022 del Sole 24 Ore si conferma Milano il territorio con più furti rilevati ogni 100mila abitanti, in particolare nei negozi e nelle auto in sosta; la città metropolitana è settima per denunce di violenze sessuali; seconda per rapine in pubblica via; terza per associazioni per delinquere.

A influenzare il trend delle denunce rilevate dalle forze di Polizia nel corso del 2021 sono i flussi turistici anche nella seconda provincia classificata, Rimini, dove – anche qui – sono i furti la tipologia di reato più denunciata, come a Milano. Seguono per densità di crimini le altre grandi città: tra le prime dieci classificate si incontrano – oltre a Milano – anche Torino (3ª), Bologna (4ª), Roma (5ª), Firenze (7ª) e Napoli (10ª). È invece Oristano la provincia italiana con più basso numero di denunce di reati nel 2021 (meno di 2.500 in tutto).

Per quanto riguarda le province abruzzesi, al primo posto per numero dei reati rilevati c’è Pescara, seguono Teramo, Chieti e infine L’Aquila.

Pescara è 34esima nella classifica generale, con un totale di 10.312 denunce. Nel dettaglio, tra i reati principali ci sono quelli legati allo spaccio di droga, con la provincia che per questa voce risulta la decima in Italia; seguono le rapine (19esima), furti di auto (20esima), omicici volontari (30esima).

Teramo è al 55esimo posto con 8.869 denunce. È al 31esimo posto per i furti in abitazione, al 43esimo sia per gli incendi che per le violenze sessuali, al 46esimo per i reati connessi alla droga.

Chieti è 80esima in Italia, con 9.871 denunce. Tra i reati principali quello dell’usura, con la provincia che risulta clamorosamente al secondo posto nel Paese. A seguire i furti di auto (24esima), infanticidi (25esima), associazione per delinquere 30esima.

Al 104esimo posto della classifica nazionale c’è L’Aquila con 6.176 denunce. Tra i reati più diffusi l’associazione di tipo mafioso, che colloca la provincia undicesima in Italia; segue l’usura (31esima); incendi (42esima), infanticidi 44esima.

In generale, più denunce non significa per forza meno sicurezza. Innanzitutto perché la “sicurezza urbana” è influenzata anche dalla percezione stessa che ne hanno i cittadini. Ma anche perché i dati sulle denunce riflettono la propensione dei cittadini a presentarle, legata a diversi fattori: la differente “soglia del dolore” della cittadinanza verso il crimine; il grado di fiducia nelle forze dell’Ordine; la più o meno efficace presenza delle istituzioni sul territorio. A cui si aggiungono i flussi turistici: l’elevato passaggio di persone su un territorio diventa spesso bersaglio della micro-criminalità, ad esempio di borseggiatori attirati in loco dalla possibilità di “fare cassa”.